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DIETRO LE QUINTE/ Cina e poteri forti "incoronano" Monti per altri 5 anni

Mario Monti in Cina (fonte governo.it) Mario Monti in Cina (fonte governo.it)

Il problema più avvertito nei nostri confronti è quello della continuità politica. L’incapacità cioè del nostro sistema di fare riforme strutturali che mettano in sicurezza il bilancio dello stato. Da parte sua però, Monti  continua a ripetere che nel 2013 tornerà a fare il professore universitario. E quindi inevitabile che all’estero si chiedano, con qualche timore, chi prenderà il suo posto e, soprattutto, cosa farà…

Durante il viaggio del premier in Italia i giornali hanno parlato molto del nuovo scontro che si è consumato tra Monti e i partiti. Anche in Cina sono arrivati gli echi di questa polemica?

Il dettaglio della cronaca politica italiana qui non si coglie, anche se la tensione è evidente. Quello che forse in Italia non si capisce è che se il Presidente del Consiglio dice che «il montismo non esiste» probabilmente tranquillizza i partiti italiani, ma allarma i Paesi esteri. E penso che anche lo spread ne risenta. 

Cosa intende dire?

Sono convinto che se Monti potesse dichiarare che andrà via solo quando la situazione sarà davvero sotto controllo lo spread crollerebbe. Invece, da un lato è costretto a spiegare ai suoi interlocutori esteri che le riforme hanno bisogno di tempo, dall’altro chi lo ascolta sa benissimo che il suo tempo sta finendo. 
Il risultato finale è un grande punto di domanda e anche un po’ di rammarico. D’altra parte non mancano sponsor internazionali al Professore. Obama, ad esempio, è uno di quelli che lo ha voluto e lo ha pubblicamente lodato alla conferenza sulla sicurezza nucleare. Un gesto che ci toglie di dosso l’immagine di un Paese con il cappello in mano e ci riporta nel rango dei paesi che contano.

(Carlo Melato) 

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