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DIETRO LE QUINTE/ Cina e poteri forti "incoronano" Monti per altri 5 anni

Pubblicazione:martedì 3 aprile 2012

Mario Monti in Cina (fonte governo.it) Mario Monti in Cina (fonte governo.it)

Sobria soddisfazione. Con queste due parole i media hanno descritto il sentimento che Mario Monti ha lasciato trapelare al termine del suo “road show” in Estremo Oriente, che lo ha portato in Corea del Sud, Giappone e Cina. Il Presidente del Consiglio è stato accolto infatti come un capo di stato e ha ricevuto l’apprezzamento e l’incoraggiamento dei suoi interlocutori. Non tutte le perplessità sull’Italia però sono state dissipate, come spiega a IlSussidiario.net Francesco Sisci, commentatore de Il Sole 24 Ore.  
«Il bilancio del viaggio è sicuramente positivo – ci racconta Sisci da Pechino –. Monti non è venuto infatti a vendere o a comprare qualcosa, ma a proiettare un’immagine nuova dell’Italia, quella cioè di un Paese che si sta mettendo in una diversa direzione di marcia e che sta uscendo dal tunnel. Lo ha fatto snocciolando numeri e cifre, ma anche presentando se stesso: uno stimato professore di Economia, serio e affidabile, mai sopra le righe».

La Cina era la tappa più attesa di questo tour?

Senza alcun dubbio. I cinesi hanno dimostrato un reale interesse strategico nei confronti dell’Italia. La Cina teme un crollo dell’Euro. Sa che potrebbe scatenare una nuova crisi economico-finanziaria globale ed è cosciente del fatto che l’anello debole della catena è proprio l’Italia. La Cina vuole fare la sua parte per evitarlo, sia per un interesse oggettivo, che per una soggettiva simpatia per il nostro Paese e per la sua storia e per la sua cultura. Importantissima in questo senso la visita di Monti alla scuola centrale del partito. Ovviamente, non stiamo parlando di interessi gratuiti.

Cosa intende dire?

Il progetto più interessante che è stato avviato in questo incontro riguarda l’ambiente, il problema dei problemi per la Cina, sia per il suo altissimo inquinamento, sia per il tema del risparmio energetico, uno dei colli di bottiglia della crescita cinese.

Di cosa si tratta più precisamente?

È presto per dirlo, ma gli accenni espliciti del premier all’“economia verde” lasciano intendere che qualcosa si sta muovendo. D’altra parte, l’esperienza di Corrado Clini, prima come direttore generale e poi come ministro dell’Ambiente, e ciò che ha fatto sul versante cinese negli ultimi dieci anni, sono una garanzia.
Detto questo, la Cina non ha nascosto alcune preoccupazioni.

Quali?


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