BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IL PALAZZO/ Tasse, la nuova "Caporetto" di Monti?

Immagine d'archivio (Infophoto) Immagine d'archivio (Infophoto)

Ma ad agitare gli ultimi giorni di campagna elettorale è anche il tema tasse. In campagna elettorale in Sicilia, Alfano torna a chiedere lo stop a ulteriori tasse, tema diventato ormai un cavallo di battaglia del Pdl: “Noi ribadiamo la nostra proposta: occorre una ricetta fatta di meno tasse, meno spese e meno debiti. Il Paese non può sopportare ulteriori tassazioni". Alfano punta a una "moratoria" per quegli imprenditori che sono creditori nei confronti dello Stato: “Proporremo che se lo Stato non paga gli imprenditori, questi non paghino le tasse fino all'ammontare del credito vantato nei confronti dello Stato”.

Insomma, non si arriva allo sciopero fiscale a cui inneggia la Lega e che Maroni lancerà il prossimo I maggio assieme ai sindaci "padani", ma certo è che il Pdl si mette in prima linea nella battaglia anti-tasse. Il Pd si attesta, invece, su tutt’altra linea, puntando piuttosto sulla battaglia contro l’evasione fiscale e rilancia la tassazione delle transazioni finanziarie. “Vogliamo farla una tassa sulle transazioni finanziarie perché la finanza paghi parte di quello che ha fatto e non ricada tutto sulle spalle del debito pubblico?”, si chiede Bersani, il quale attacca lo sciopero fiscale della Lega. Per Bersani, “il problema è che qui c’è troppa gente che già lo fa. È questo il nostro problema: il peso viene lasciato addosso sempre ai soliti noti”. La ricetta del Pd, insomma, è quella di “riequilibrare il carico fiscale” e, per farlo “serve una tassazione sulle transazioni finanziarie. O anche sui grandi patrimoni immobiliari”. 

Ma il Pd rigetta anche al mittente le accuse di puntare a elezioni anticipate. Massimo D’Alema, come al solito sospettato numero uno del presunto complotto, rilascia un’intervista all’Unità per dire che: “Noi non abbiamo bisogno di far cadere il governo e votare ad ottobre. Nessuno può prendersi ragionevolmente la responsabilità di farlo. È un complotto che non esiste, anche se qualche velina è stata messa in giro...”. E anche Bersani smentisce: “Io non intendo vincere sulla macerie del mio Paese e così come tre anni fa dicevo che il governo Berlusconi ci stava raccontando un sacco di balle sulla crisi che non c'era, ora dico che in questo mesi non possiamo permetterci di destabilizzare. Piuttosto in questi mesi costruiamo l’alternativa per la primavera prossima”, per le politiche del 2013.

Infine, la Lega. Umberto Bossi ribatte a Bersani: il segretario del Pd non vuol vincere sulla macerie del Paese? “Non è cosi facile vincere...”, sogghigna il Senatur. Bersani, aggiunge Bossi, “non vuole andare alle elezioni perché gli fa comodo stare qui a tenere in piedi il suo amico Monti, che sarà un pessimo primo ministro, ma per Bersani è sempre meglio lui che Berlusconi…”.

© Riproduzione Riservata.