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CAOS LEGA/ Ghelfi (Tg2): quella perquisizione che riapre la partita tra maroniani e bossiani

Pubblicazione:mercoledì 4 aprile 2012

Bossi e Maroni (Infophoto) Bossi e Maroni (Infophoto)

Adesso la Lega Nord ha davanti un orizzonte veramente problematico. Giusto per usare un eufemismo. Luciano Ghelfi, bravo giornalista della Rai, ha vissuto da Roma, da Montecitorio, la notizia dell'arrivo della Guardia di Finanza e dei Carabinieri in via Bellerio a Milano, la sede storica della Lega Nord, e le accuse contro il tesoriere Francesco Belsito. Che cosa è accaduto quando si è saputo che le Fiamme Gialle stavano entrando in via Bellerio a Milano? «Proprio in quel momento passavano davanti a me due deputati leghisti, di cui non faccio il nome, e li ho visti attoniti. Uno di questi era pure della “Vecchia guardia”. Quindi si può immaginare quello che stesse vivendo».

Forse era rimasto impressionato dal nome del sostituto procuratore napoletano Henry John Woodcock?

No, anzi. In quel momento il nome del magistrato, che è stato al centro di tante vicende, ha fatto pensare: Allora c'è dietro solo un parapiglia. Poi sono arrivate le accuse più circonstanziate, le tre procure che indagano e il nome del tesoriere Francesco Belsito, con una sequenza di indagini che hanno lasciato tutti esterrefatti.

Ma il clima complessivo all'interno dei parlamentari leghisti?

È stata impressionante la contrapposizione che si è subito rivista tra bossiani e maroniani. Come se la partita covasse da lungo tempo e si fosse pronti a ricominiciarla subito, dai prossimi congressi regionali. È chiaro che a questo punto la situazione sta diventando rovente e decisiva. E nella Lega sarà difficile evitare una battaglia durissima.



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