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DIMISSIONI BOSSI/ Il leader della Lega lascia: "Scelta irrevocabile"

Umberto Bossi, fondatore e leader della Lega Nord, ha rilasciato le dimissioni dal suo incarico. La decisione al Consiglio federale della Lega, travolto dallo scandalo Belsito

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Umberto Bossi si è dimesso. Il fondatore della Lega travolto dallo scandalo delle indagini sul tesoriere Belsito è rimasto travolto anche lui, chiamato in causa per somme di denaro che sarebbero state usate a favore della sua famiglia, in particolare del figlio Renzo. La decisione poco fa nel corso del Consiglio federale della Lega che si è tenuto oggi pomeriggio nella sede di via Bellerio a Milano. La riunione aveva  a tema la nomina del nuovo tesoriere, invece si è arrivati a questo punto di cui si era fatto qualche supposizione, ma che nessuno credeva sarebbe successo. Stamattina Bossi parlando con l'Ansa aveva detto che oggi si sarebbe decisa la nomina del nuovo segretario amministrativo. Aggiungendo minacciosamente: "Se ci sono traditori interni, gli taglierò la testa. Se qualcuno ha sbagliato pagherà". Bossi ieri aveva escluso ogni uso di soldi del partito, dichiarandosi estraneo alle accuse di chi diceva che la ristrutturazione della sua abitazione privata era stata fatta con soldi del partito. Poi le accuse al figlio, che avrebbe ricevuto forti somme, si dice centinaia di migliaia di euro, per uso personale. Membri della Lega stessa avevano detto a Umberto Bossi che sì, le cose stavano proprio in questo modo. E lui incredulo, dicono i testimoni. Proprio oggi c'era stata la rivelazione che la procura di Napoli aveva scoperto nella cassaforte del tesoriere inquisito una cartella chiamata "The Family" in cui dentro si suppone ci siano segnalati i giri di soldi destinati alla famiglia Bossi. Alla riunione federale della Lega di oggi sono presenti oltre allo stesso Bossi anche Maroni, Calderoli, Mauro, Belsito e Castelli. Fuori della sede del partito alcuni sostenitori che esprimono solidarietà a Umberto Bossi. Il primo a chiedere un profondo cambio all'interno del partito era stato proprio ieri Roberto Maroni, da tempo indicato come alternativa a Bossi. Aveva chiesto pulizia nel partito, un cambiamento profondo. Stamattina era invece intervenuto il sindaco di Verona Flavio Tosi, dicendo che "La Lega non ha bisogno di rottamazione ma di congressi,  il nostro futuro dipende da cosa facciamo, se passa il messaggio che vogliamo cambiare i cittadini ci seguono".