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RETROSCENA LEGA/ Bossi, il "ricatto" del figlio, e il silenzio-assenso di Maroni & co.

Pubblicazione:sabato 7 aprile 2012

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Legga quanto ha dichiarato agli inquirenti Nadia Dagrada, la segretaria amministrativa. Ci sono intercettazioni telefoniche in cui la si sente chiedere a Belsito se ha conservato fatture, matrici di assegni, prove di pagamenti. Questo risponde molte volte: no, non ho niente. E poi lo si sente che si lamenta perché non ha "neanche l'immunità parlamentare". Belsito ha dato le chiavi della cassa della Lega agli inquirenti: questo significa una cosa sola.

Cosa?

Ma è ovvio, che dirà tutto quello che sa, che collaborerà totalmente con la giustizia. Non ha l'immunità parlamentare e pur di togliersi dai guai, perché lo sappiamo che se collabori con i magistrati ti fanno un bello sconto, canterà. Non può fare altro. Non avendo prove a sufficienza dei pagamenti fatti, se sta zitto si becca da solo tutte le colpe, dalla truffa allo Stato all'appropriazione indebita. Ecco perché non averlo fatto deputato costerà caro alla Lega. 

Ma in tutti questi anni nessuno della Lega si è fatto una domanda su di lui? Possiamo capire Bossi, che sembra genuinamente all'oscuro, ma gli altri? 

Se mi chiede chi lo copriva, io rispondo che secondo me lo hanno coperto tutti. In questo modo: semplicemente sono colpevoli di culpa in vigilando, non hanno cioè vigilato su quello che Belsito faceva. C'è poi un altro aspetto della vicenda di cui non si è ancora parlato.

Quale?

I cinquemila leghisti che sono stati truffati quando misero i loro risparmi nella banca Credieuronord, che si ricorderà è fallita. Questi signori non hanno ancora preso un risarcimento e nel momento in cui leggono cose come Tanzania, la Porsche, il figlio di Bossi, questa è gente che scende dalla Val Brembana con i forconi. Cosa costava alla Lega tirare fuori un milione di euro all'anno e dividerlo tra di loro come risarcimento? È il fatto di aver lasciato marcire situazioni come queste la colpa della Lega.

Come si è arrivati a questa situazione?

Ci sono molti aspetti da chiarire. Innanzitutto il ruolo di questa segretaria che se era al corrente di certe cose doveva immediatamente informare i suoi superiori cominciando da Bossi. Ma anche personaggi come Castelli dovevano imporsi e dire ad esempio vogliamo sapere il nome di questi cinque signori che revisionano ogni anno il bilancio del partito e lo approvano senza neanche leggerlo. E che sicuramente erano gente della Lega. 

Lei crede che a fare la soffiata ai magistrati sulla situazione siano stati i maroniani?


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