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Politica

RETROSCENA LEGA/ Bossi, il "ricatto" del figlio, e il silenzio-assenso di Maroni & co.

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Basta andare a vedere la casa di Bossi per rendersi conto che non è certo una villa come quella che hanno altri ministri. Si pensi che quando era ministro poteva farsi sistemare la casa a spese dallo Stato e non lo ha mai fatto perché temeva che la gente si arrabbiasse. È il  cerchio magico che lo ha tenuto all'oscuro di queste cose.

Maroni sarà in grado di rilanciare la Lega? O si spezzerà in tante piccole Leghe?

Tutto dipende dal Veneto, il Veneto è il vero cuore della Lega non lo sono Varese, Bergamo o Brescia. Bossi questo lo ha sempre saputo ed è per questo che ha smepre impedito che dal Veneto uscisse un leader. Si è servito di Gobbo, ha tagliato fuori Gentilini, Zaia e Tosi non contano invece nulla. Tosi per i legisti è troppo italiano, non è un vero padano. Adesso nel triunvirato insieme a Maroni e Calderoli hanno messo la Dal Lago solo per tenere tranquilli i veneti. Ma la Lega rischia di finire male. Maroni non poteva non sapere quello che stava succedendo, anche se lui non ha mai preso una lira, Maroni era parte integrante della "famiglia". 
Attenzione: fra un po' vedremo i cinquemila truffati dalla banca scendere a valle con i forconi...

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