BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL DOPO BOSSI/ Del Debbio: la crisi della Lega? Non è morale ma politica

Pubblicazione:lunedì 9 aprile 2012

Bossi e Berlusconi (Infophoto) Bossi e Berlusconi (Infophoto)

Sembra passato un secolo da quando in Italia regnava l’“asse del Nord”, quel patto di ferro tra Pdl e Lega che in realtà si poteva riassumere nell’amicizia umana e politica tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi.
Simul stabunt simul cadent, usavano ripetere i commentatori politici durante l’ultimo miglio del precedente governo. E così, dopo l’uscita di scena del Cavaliere in favore del Professor Monti è arrivata la perquisizione delle Fiamme Gialle nel quartier generale leghista di via Bellerio e le successive dimissioni del Senatùr dal ruolo di segretario federale della Lega Nord. Paolo Del Debbio, filosofo che partecipò alla fondazione di Forza Italia, ne ha discusso con IlSussidiario.net.

Professore, quali sono secondo lei le ragioni della crisi profonda che hanno condotto la Lega Nord in questa situazione?

A mio avviso, prima che morale la crisi leghista è politica. E penso che a questo punto sia più interessante capire in che direzione voglia andare il Carroccio. Se poi qualcuno ha sbagliato dovrà pagare il suo conto con la giustizia e, dal punto di vista politico, andrà allontanato.
Di certo i leghisti dovranno smetterla di annoiarci con il binomio “purezza-durezza” che a questo punto non ha più senso. Sarebbe troppo facile ricordargli adesso il cappio del ’92, o ripetergli “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”… Perciò soprassediamo.

E in quale direzione potrebbe andare?

Per ora non si capisce. Cercare di mantenere alto il consenso lottando contro un governo che cerca di realizzare quello che il Carroccio non è riuscito a fare quando era al potere non credo che abbia molto senso.
E devo dire che mi fa una certo impressione vedere Maroni descamisados dopo averlo visto per mesi tutto impettito nel ruolo di ministro. Nella vita bisogna decidere cosa si vuole essere, non si può rimanere eterni adolescenti… Cosa vogliono fare? Lotta, governo o tutte e due? Scelgano una volta per tutte e ce lo facciano sapere.

Lei parla direttamente di Maroni: la successione a Bossi, per come si stanno mettendo le cose, è solo una formalità?

È presto per dirlo, ma la sfida è stata lanciata da tempo. È lui l’unico vero candidato alla successione e mi sembra che sia già riuscito a trovare la quadratura del “cerchio magico”...

Passando al Pdl, è ancora sotto shock secondo lei per essere rimasto orfano di Berlusconi?


  PAG. SUCC. >