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FINANZA/ 1. Ostellino: la spending review non ci salverà dal suicidio

Pubblicazione:martedì 1 maggio 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 1 maggio 2012, 14.05

Monti e Napolitano (Infophoto) Monti e Napolitano (Infophoto)

Si chiama spending review e sta impegnando il “governo dei tecnici” di Mario Monti. Si dovrebbe trattare di una “revisione della spesa”. Cioè dell'analisi dei capitoli di spesa nell'ambito dei programmi delle attività da attuare da parte dei singoli dicasteri, al fine di individuare le voci passibili di taglio, per evitare inefficienze e sprechi di denaro. Si potrebbe sintetizzare come una razionalizzazione della spesa pubblica. È vero che fu Tommaso Padoa Schioppa, ministro di Romano Prodi, a introdurre la spendig review. In tutti i casi, di spending review se ne è cominciato a parlare dalla fine degli anni Ottanta. Ci sono state varie commissioni al proposito. Oggi è materia  di attualità e competenza soprattutto del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda.

C'è chi ha fiducia in questa operazione di revisione della spesa, di questa messa a punto dei capitoli della spesa dello Stato. Ma tra questi non c'è di certo l'ex direttore del Corriere della Sera, Piero Ostellino, oggi grande editorialista, un liberale che non risparmia critiche duirissime a questo Governo e più in generale alla struttura dello Stato italiano.

Come giudica questa operazione che sta facendo il Governo, la cosiddetta spending review?

Non otterranno nulla. Alla fine, credo che non taglieranno nemmeno nulla. La spending review è solo uno stabilizzatore sociale. E al massimo, in questo momento storico del nostro Paese, può trasformarsi solo nella burocratizzazione di un problema. Stiamo vivendo in un'altra epoca storica, stiamo vivendo nella globalizzazione, c'è stata una autentica rivoluzione culturale di cui, pare, noi non ce ne siamo neppure accorti, oppure facciamo finta di nulla. E noi continuiamo a vivere sempre nello Stato novecentesco, che è fallito.

Di che cosa ci sarebbe bisogno Ostellino, in un momento come questo?

Ma qui bisognerebbe affrontare un'autentica rivoluzione istituzionale, con conseguenze sociali di vasta portata. La democrazia liberale è un sistema dinamico che affronta la realtà, i mutamenti della realtà, i grandi cambiamento storici. Io credo che, in modo ragionevole, sia necessario affrontare le conseguenze sociali che derivano da questi grandi cambiamenti. Ma non credo proprio che lo voglia fare questo governo e il professor Mario Monti, che probabilmente mira a diventare Presidente della Repubblica. Legittima aspirazione, per carità, ma che di certo non si concilia con un riforma che dovrebbe ridurre il peso dello Stato almeno del 30 per cento. Chi ha il coraggio di fare una simile rivoluzione? Chi si assume le responsabilità di un simile cambiamento? Non di certo questo governo. Aggiungo che senza un simile cambiamento, questo è un Paese che sta morendo.

Una conclusione molto pessimista.

Credo invece di essere solamente realistico. Lo Stato è fondato su quello novecentesco, sul deficit spending di Keynes. È una concezione fallita. Direi che è fallita anche la mediazione socialdemocratica. In tutti questi anni non è stato fatto nulla per cambiarlo. Abbiamo una spesa pubblica che aumenta sempre. Abbiamo una pressione fiscale che è ormai, nel cosidetto Total tax rate, la più alta nel mondo. Dobbiamo sempre ricordare che in un Paese come la Svezia, le tasse individuali sono di qualche punto forse più alte che in Italia, in cambio tuttavia di ottimi servizi sociali, mentre le tasse per chi produce ricchezza, le imprese e altri, sono molto più basse. Qui, in Italia, si sono specializzati a tassare soprattutto i produttori di ricchezza. Solo un suicidio. Del resto ho sentito alcuni ministri di questo Paese dire che con 2.500 euro al mese si è ricchi.

Che cosa si può dire di fronte a simili dichiarazioni?


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COMMENTI
01/05/2012 - Pessimismo cosmico inopportuno (Luca Rossini)

Senza dubbio la situazione è drammatica e verrebbe voglia di abolire lo Stato per tornare a una salutare forma di anarchia, in cui finalmente ognuno sarebbe artefice dei propri successi e delle proprie disgrazie. Ma il dramma etico-ideale dell'Italia - e quindi anche economico - non si risolve con le ricette di astiosi economisti, bensì con il guardare la realtà vicino a noi, prima di tutto Austria e Germania. Non possiamo certo pensare di piangerci addosso per "colpa" della globalizzazione: quando nel dopoguerra i sottopagati eravamo noi la Germania investiva per aumentare qualità e produttività. Adesso tocca a noi, iniziando con il rinnovare la politica.

 
01/05/2012 - cOMMISSARII??? (Giovanni BRUNO)

Non capisco! Abbiamo politici che sono stati eletti per governare e che poi, ridotti a brandelli per tradimenti e personalismi vari, si sono ritirati in buon ordine (quasi tutti d'accordo così si salva meglio la faccia)invocando (loro, non noi elettori) un governo di tecnici. Adesso i tecnici chiedono l'intervento di "Supertecnici" (i Commissari!) perchè sulla revisione della spesa non sono capaci. Ma a che gioco giochiamo??? Forse se si tornasse a votare???

 
01/05/2012 - Ostellino: la spending review (alberto servi)

Con la "globalizzazione " ci siamo tagliati i ponti e la recessione ai livelli delle economie "emergenti" è troppo probabile. La concorrenza con quelle dove i salari medi sono di 150€ al mese, dove non ci sono sindacati,"reintegri" e appetiti cronicizzati mi sembra fuori dalla nostra portata. Chi meglio di Ostellino ci può fornire un quadro reale della situazione nella quale ci dibattiamo ? La vedo nera.

 
01/05/2012 - il riesame della spesa (francesco scifo)

Nessuno sfugge all'uso delle parole inglesi perchè non cominciare a difendere l'italiano? In ogni caso, già l'anno scorso scrissi su questo quotidiano che le nuove tasse imposte per decreto legge (da Berlusconi e poi da Monti) sono illegali. Infatti secondo Art. 4 della legge 212/2000 (Utilizzo del decreto-legge in materia tributaria)Non si può disporre con decreto-legge l'istituzione di nuovi tributi nè prevedere l'applicazione di tributi esistenti ad altre categorie di soggetti. Perciò tutti potranno ricorrere contro l'IMU e le nuove tasse chiedendo la sospensione dell'esecuzione alle Commissioni Tributarie, con buone probabilità di successo invece che suicidarsi. Inoltre, la nomina di un commissario per la revisione della spesa è solo il modo per fare entrare altri personaggi a godere delle nostre ricche prebende ed emolumenti; se il Ministro Giarda non era capace, senza ricorrere ad un altro burocrate, nemmeno di gestire i tagli, ma allora, perchè non si dimette con tutto il governo ed andiamo a votare?