BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

SCENARIO/ L’ultima sfida di Monti al Pdl (e a Berlusconi)

InfophotoInfophoto

Come sapranno i nostri lettori l’altra volta abbiamo parlato di una classe dirigente che non appare degna di un paese che, se si salverà, lo farà solo grazie alla gente semplice. Ma non voleva essere antipolitica. E se era “anti” era anti tante cose, non solo la politica. Perché è a tanti livelli che si registra oggi, nei posti di responsabilità, un'insopportabile inadeguatezza alle sfide drammatiche dei nostri tempi.

Ma ora il destino torna nelle nostre mani. L’illusione ventennale di poterci dedicare alle nostre cose quotidiane lasciando tutto in gestione alla ditta appaltatrice della gestione politica oggi non tiene più. L’eroismo quotidiano di tante famiglie, di tante imprese, di tante associazioni, o trova modo di contaminare positivamente l’intero Paese o finirà per subire il marcio che attraversa la classe dirigente, marcio che ora arriva impietosamente alla luce. Certo, anche questo giustizialismo a suon di inchieste e colloqui spiati non convince. Ma in questa scollatura fra classe dirigente e gente comune, in questo grave deficit di partecipazione che si registra, c’è un modo – chiedo – oltre questo, che non ci piace, per porre rimedio ai deliri di onnipotenza della classe dirigente politica in modo fisiologico e democratico? Purtroppo no, al momento no. 

Faccio un esempio: bene, benissimo la proposta di Rutelli di destinare i milioni non ancora sottratti dal tesoriere Lusi ai cosiddetti "esodati" rimasti senza stipendio e senza pensione. Ma possibile, mi chiedo ancora, che nessuno adotti comportamenti virtuosi se non sull’onda delle deprecate inchieste e relative pubblicazioni sui giornali? Ecco il punto: in un Paese che quasi non conosce più la partecipazione, il confronto, il controllo dei comportamenti nelle sedi competenti, ci si affida al buco della serratura, alle inchieste, ai colloqui spiati. 

Il sistema, insomma, non regge più, non per colpa solo della politica o dei politici. E non ha neanche, in sé stesso, i mezzi per cambiare. Ma dovrà trovarli, prima che sia troppo tardi, o prima di finire nelle mani sbagliate. Per ora abbiamo tutto il dovere di sperare che Monti riesca nel suo tentativo. Starà anche sbagliando, ma per la nostalgia c’è tempo: con quelli che ora lo criticano non eravamo certo messi meglio. 

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
01/05/2012 - D'accordo (Luca Rossini)

Sono d'accordo: quelli che oggi criticano Monti sono gli stessi che hanno portato il paese sul baratro. Non c'è più dignità nelle persone, le facce toste si moltiplicano a dismisura e ritengono gli italiani degli emeriti imbecilli incapaci di valutare lo sconcertante operato di chi li ha governati finora. Eppure i sondaggi li fanno e li leggono. E naturalmente anche gli italiani hanno le loro colpe e la loro corruzione, perché i politici non sono dei marziani. Per questo ben vengano i "tecnici", anche con i loro errori (anche perché in realtà i limiti che hanno sono spesso imposti dai partiti). Mi auguro che Monti sappia mandare a quel paese sia Alfano che la Camusso, per ridare dignità a questo paese con le riforme necessarie di cui si parla da quarant'anni.