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Politica

SCENARIO/ Bersani leader? Attenzione al "papa straniero"

Bersani e Hollande (Infophoto)Bersani e Hollande (Infophoto)

Vede, un anno fa Bersani teorizzava uno schema di alleanze a “cerchi concentrici”. Nel primo cerchio avrebbe dovuto esserci l’alleanza di sinistra, nel secondo quella allargata ai moderati. 

Nel frattempo cos’è cambiato? 

Il caso francese dimostra che una forza riformista e socialista può battere il candidato avversario senza aver bisogno di una forza moderata alla sua destra. 
Nel caso italiano poi la questione rischia di essere davvero buffa. Casini, infatti, è un personaggio che non sa ancora dove collocarsi e che sembra comunque maggiormente orientato verso il centrodestra. Probabilmente, più che inseguire alleati sfuggenti, Bersani farebbe bene a stringere un patto di contenuti con Nichi Vendola. 

Si tornerebbe così alla foto di Vasto?

Forse la formula più giusta è quella che ha indicato Riccardo Nencini, segretario del Psi: costruire la “casa dei riformisti” in cui ciascuno mantenga la propria identità, basandosi però su un comune programma riformistico e di sinistra. Una casa in cui possono stare tranquillamente Pd, Sel e Psi. Dopodiché sarà possibile aprire un tavolo di trattative vincolanti con Di Pietro. Tenendo presente che oggi il leader dell’Idv è un’“anatra zoppa”, limitata da Grillo.
Non dico che non sia giusto tenere d’occhio Casini, ma continuare a inseguirlo potrebbe essere un grosso rischio.

Arrivando al terzo punto critico, chi può competere realmente sul terreno della leadership con Pier Luigi Bersani? 

Matteo Renzi ha fatto un primo passo, ma continua a proporre se stesso e non una nuova proposta politica. Nichi Vendola potrebbe avanzare un’autocandidatura, anche se fino ad oggi non ha rotto gli indugi.