BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Le strategie di Casini per riprendersi il centrodestra

Pubblicazione:

Pierferdinando Casini (Infophoto)  Pierferdinando Casini (Infophoto)

Non bisogna dimenticare, ad esempio, che l’Udc oggi è un partito che ha conservato un certo radicamento nonostante si siano succedute nel tempo varie, innumerevoli operazioni per portare il suo elettorato nell’alveo del Pdl. Cito a memoria: Rotondi, Giovanardi, Pionati, Saverio Romano, sono tutti transitati nel Pdl con l’intenzione, mai realizzata, di prosciugare Casini. Cosicché nell’elettorato dell’Udc si è realizzata una progressiva de-berlusconizzazione, proprio per effetto di questi ripetuti strappi. Chi voleva passare, insomma, è già passato. 

Ora, pensare di riportare all’ovile del centrodestra i voti del'Udc mettendoli in comune col Pdl - mentre Berlusconi mostra ancora di voler dettare la linea, anche nei rapporti col Quirinale – sarebbe un’operazione ad alto rischio per Casini: non si sa infatti se e quanti possano essere disposti a seguirlo, peraltro con l’aria che tira in Europa, vedi la disfatta della Merkel in Germania, che si aggiunge alla svolta francese.

È anche vero che le migliori operazioni politiche si costruiscono all’opposizione, dunque se c’è la consapevolezza della strada impervia che li aspetta bene fanno Casini e Alfano a mettersi insieme e costruire il futuro. Ben sapendo, il segretario del Pdl, che oggi Berlusconi assume un ruolo semplicemente opposto rispetto a soli due anni fa, da catalizzatore di vittorie che era rischia oggi di condannare alla sconfitta tutti quelli che vengono percepiti come continuatori della sua opera o come suoi alleati. Un po' come accade con Bossi nella Lega, nel cui ambito l’unico che ha vinto è Tosi, che il Senatùr un mese e mezzo prima del voto aveva minacciato di espellere, minaccia che si è presto trasformata, per ilo sindaco di Verona, in una medaglia.

Insomma, vuoi per l’aria che tira in Europa, vuoi perché due italiani su tre non vogliono saperne di tutti quelli che sono stati alleati supini di Berlusconi, costruire qualcosa nell’area di centrodestra è un’operazione che difficilmente potrà dare frutti nel breve volgere di un anno. Con tutto l’autolesionismo di cui la sinistra è capace, insomma, nonostante l’incombente fenomeno di Grillo (che però non è stato un boom, ha ragione Napolitano) Pier Luigi Bersani ha in mano il boccino del gioco, sebbene abbia da farsi perdonare l’assenza di chiarezza sul caso Penati. 
Chi vuol investire nel cantiere del centrodestra, insomma, deve sapere che sarà dura. Deve essere disposto cioè anche a mettere in conto un giro all’opposizione. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >