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SCENARIO/ Buttiglione: "fusione" Udc-Pdl, ma senza un nuovo Berlusconi

Pubblicazione:mercoledì 16 maggio 2012

Rocco Buttiglione (Infophoto) Rocco Buttiglione (Infophoto)

Non sono ostile a priori al Carroccio. Non posso però non sottolineare che la “vecchia Lega” ha votato contro quelle misure che ci hanno evitato il fallimento. Eravamo sull’orlo dell’abisso, ma hanno fatto questa scelta coscientemente, da un lato puntando sulla secessione, dall’altro portando i propri soldi al di fuori dell’Italia. 

C’è chi dice che in questo progetto nemmeno gli ex An avrebbero molto spazio.

Non saprei dirlo, dipende da loro. Noi dobbiamo concretare una prospettiva culturale forte che sia centrata sulla riforma dello stato sociale a partire dalla famiglia e su una riforma dell’economia italiana che la renda competitiva nella consapevolezza che stiamo giocando la partita della globalizzazione. Possiamo uscirne vincitori, ma possiamo anche perdere, scivolando tra le nazioni sottosviluppate. Per questo motivo ogni cedimento sul terreno della politica del rigore è inaccettabile, perché comprometterebbe il futuro del paese. Non solo, serve una politica per unire, non per spaccare il Paese. Questo non significa che serva necessariamente la Grande coalizione, ma bisognerebbe essere pronti all’occorrenza.  

Come vedrebbe la partecipazione di Mario Monti o di alcuni membri del suo esecutivo?


E’ un’ipotesi da non scartare. L’importante è che continui la politica della serietà e del rigore che il governo dei tecnici ci ha portato. 
In questi giorni a Berlino tutti mi chiedevano con una certa preoccupazione chi arriverà dopo il Professore. A tutti rispondevo: “dopo Monti ci sarà Monti”, non tanto nella sua persona fisica, ma sicuramente come impostazione politica. Il Paese non può illudersi di aver fatto una scelta temporanea, perché  è necessariamente di lunghissimo periodo.  

E un’eventuale discesa in campo di Montezemolo?


Anche lui è il benvenuto, ma non esistono “salvatori della patria” e non abbiamo di certo bisogno di un nuovo Berlusconi. 
Sarebbe più utile una buona legge sui partiti fatta bene che ne garantisca la democrazia interna, che ne regoli il finanziamento, facendo andare le risorse verso la periferia e non verso il centro. Servono dei partiti in cui le decisioni vengono prese con il voto segreto degli iscritti. Partiti che scelgano i loro leader, non leader che si costruiscono il loro partito. 

Chi potrebbe guidare il Partito dei moderati e come andrebbe scelto il leader secondo lei? 


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COMMENTI
23/05/2012 - Questa unione non s'ha da fare1 (tiberio annarita)

Personalmente non appoggerei mai questa unione perche non potrà mai funzionare in quanto l'on. casini ci tiene troppo ad essere la prima donna! .... e poi basta...cambiamo aria!!

 
16/05/2012 - accordi con che programmi?? (Giuseppe Crippa)

Credo che Francesco Taddei in parte si sbagli: l’opposizione dell’UdC al provvedimento sul federalismo fiscale era stata ampiamente motivata dalla mancanza di una previa riforma istituzionale in cui inquadrarlo (occorreva prima definire siano le funzioni e le competenze di spesa di comuni, provincie e regioni, prima che si decida di quali fondi possono disporre) e il problema dei flussi migratori va gestito proseguendo e intensificando la politica di negoziato e cooperazione con i Paesi di provenienza dei flussi migratori, per stroncare all’origine la tratta dei clandestini, come scritto esplicitamente nell’ultimo programma elettorale. Nessuna divisione col PdL quindi, su questi punti. Ma su altri temi Francesco Taddei ha ragione: c’è una lontananza con la sensibilità del PdL verso certe leggi “ad personam” (ultimo episodio l’emendamento di ieri sul falso in bilancio alla legge anticorruzione) e soprattutto, come dice l’on. Buttiglione nella sua intervista, sulla necessità di “una buona legge sui partiti che ne garantisca la democrazia interna”, democrazia che nel PdL semplicemente non esiste.

 
16/05/2012 - accordi con che programmi? (francesco taddei)

oltre alle cose che uniscono i due partiti ve ne sono almeno due che dividono: 1) il federalismo fiscale, a cui l' udc ha votato no (andando oltre il pd che al senato si è astenuto), credo struttura portante dell'impianto della futura italia; 2) la gestione dei flussi migratori, che per essere solidali devono essere regolati e rispettati, non confondendo la solidarietà con l'immobilismo. penso poi alla visione della giustizia, dello statalismo, di una revisione dell'italia nel ruolo dell'europa invece che l'accettazione acritica, quasi feudale delle imposizioni europee.