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SCENARIO/ Buttiglione: "fusione" Udc-Pdl, ma senza un nuovo Berlusconi

Rocco Buttiglione (Infophoto) Rocco Buttiglione (Infophoto)

Questo è un passaggio delicatissimo, che si risolve se il lavoro precedente viene fatto bene. Affrontato fuori contesto diventa un problema irrisolvibile.

Il passo in avanti del suo partito sembra comunque aver spiazzato Fini e Rutelli.


Non abbiamo rinunciato al nostro rapporto. Abbiamo soltanto detto che inizia una fase nuova che ha come tema la riorganizzazione dell’area moderata, nel suo insieme. L’invito è rivolto anche a loro.
Certo, l’espressione “moderati” è equivoca. Rischia infatti di indicare quelli che non hanno convinzioni profonde, anche se vuole invece raccogliere tutti coloro che conoscono solo Dio in cielo e l’uomo in terra e che al posto di Dio non mettono né la razza, né la classe, né il mercato, né alcun valore astratto che, anche se buono, rischia di soffocare e uccidere l’uomo.

(Carlo Melato)

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COMMENTI
23/05/2012 - Questa unione non s'ha da fare1 (tiberio annarita)

Personalmente non appoggerei mai questa unione perche non potrà mai funzionare in quanto l'on. casini ci tiene troppo ad essere la prima donna! .... e poi basta...cambiamo aria!!

 
16/05/2012 - accordi con che programmi?? (Giuseppe Crippa)

Credo che Francesco Taddei in parte si sbagli: l’opposizione dell’UdC al provvedimento sul federalismo fiscale era stata ampiamente motivata dalla mancanza di una previa riforma istituzionale in cui inquadrarlo (occorreva prima definire siano le funzioni e le competenze di spesa di comuni, provincie e regioni, prima che si decida di quali fondi possono disporre) e il problema dei flussi migratori va gestito proseguendo e intensificando la politica di negoziato e cooperazione con i Paesi di provenienza dei flussi migratori, per stroncare all’origine la tratta dei clandestini, come scritto esplicitamente nell’ultimo programma elettorale. Nessuna divisione col PdL quindi, su questi punti. Ma su altri temi Francesco Taddei ha ragione: c’è una lontananza con la sensibilità del PdL verso certe leggi “ad personam” (ultimo episodio l’emendamento di ieri sul falso in bilancio alla legge anticorruzione) e soprattutto, come dice l’on. Buttiglione nella sua intervista, sulla necessità di “una buona legge sui partiti che ne garantisca la democrazia interna”, democrazia che nel PdL semplicemente non esiste.

 
16/05/2012 - accordi con che programmi? (francesco taddei)

oltre alle cose che uniscono i due partiti ve ne sono almeno due che dividono: 1) il federalismo fiscale, a cui l' udc ha votato no (andando oltre il pd che al senato si è astenuto), credo struttura portante dell'impianto della futura italia; 2) la gestione dei flussi migratori, che per essere solidali devono essere regolati e rispettati, non confondendo la solidarietà con l'immobilismo. penso poi alla visione della giustizia, dello statalismo, di una revisione dell'italia nel ruolo dell'europa invece che l'accettazione acritica, quasi feudale delle imposizioni europee.