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CASO LUSI/ "Ho dato soldi a Renzi, Rutelli e Bianco". L'audizione dell'ex tesoriere Margherita

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Luigi Lusi, foto Infophoto  Luigi Lusi, foto Infophoto

Luigi Lusi parla, e non si ferma. Audizione fiume di circa tre ore davanti alla Giunta per le autorizzazioni del Senato: l'ex tesoriere della Margherita tira in ballo tutti, o comunque i vertici del partito di cui teneva i conti e non solo. Il sindaco di Firenze, ad esempio, Matteo Renzi a cui avrebbe dato 70mila euro (lui ne chiedeva 120mila, spiega, ma Rutelli mi disse di non darglieli tutti). Ovviamente renai e tutti gli altri tirati in ballo smentiscono sdegnosamente, ma sta di fatto che Lusi dichiara apertamente di aver agito con l'autorizzazione die suoi capi. Aggiungendo orgogliosamente di aver lasciato nelle casse del partito una somma pari a venti milioni di euro. Lui, peraltro, è accusato di essersi messo in tasca ventun milioni di euro. La procura di Roma ne ha chiesto l'arresto e proprio la Giunta del Senato dovrà dare un sì o un no al proposito. Lusi dice di non avere responsabilità sui conti della Margherita perché dava soldi a varie fondazioni tra cui quella di Rutelli su base fissa, una volta all'anno o una volta al mese. A Enzo Bianco, ad esempio, girava una cifra fissa ogni mese pari a 3mila euro poi diventati 5500. A una società di Catania legata sempre a Enzo Bianco dichiara di aver girato 150mila euro, tra il 2009 e il 2011.  Tra le altre cose, Lusi ha affermato che i vertici della Margherita avevano stabilito un patto per la spartizione del denaro pubblico ottenuto come rimborsi elettorali che funzionava più o meno così: il 60% andava ai Popolari, il 40% agli uomini di Rutelli. In più sempre questi vertici sarebbero stati al corrente die soldi che l'ex tesoriere si metteva in tasca per i suoi affari personali, come comprarsi delle case. Nella memorai consegnata alla Commissione, Lusi sostiene di aver fatto semplicemente ciò che gli veniva detto. Agiva su mandato dei dirigenti e tutelando le varie componenti, sostiene. Adesso Lusi è chiamato a comparire di nuovo davanti alla Commissione nei prossimi giorni. In attesa che venga stabilito il verdetto: arresto sì o arresto no. Da parte loro, i nomi coinvolti da Rutelli a Renzi smentiscono ogni sua accusa nei loro confronti. 


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