BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DECRETO ANTICORRUZIONE/ Maggioranza divisa, emendamento Pd: pene aumentate

Pubblicazione:giovedì 17 maggio 2012

Foto Infophoto Foto Infophoto

La maggioranza si è spaccata sul decreto anti corruzione. E' passato infatti un emendamento voluto dal Pd che prevede un aumento delle pene minime (da 3 a 7 anni) e di quelle massime (da 4 a 8 anni) per quanto riguarda il reato di corruzione per atti contrari a doveri d'ufficio. L'emendamento dei democratici è stato approvato grazie ai voti di idv e Fli, mentre Lega e Udc si sono astenuti. Ha votato contro il Pdl, accusato di ostruzionismo. Ma soprattutto i tre partiti che sostengono il governo Monti hanno preso ognuno una strada diversa. In seguito a questo risultato è stata cancellata la riunione dei partiti di maggioranza. In seguito al voto è dovuta intervenire il ministro della giustizia Paola Severino che a chi le chiedeva se si era formata una nuova maggioranza di governo ha detto di credere di no, come  non era successo dopo il voto sul falso in bilancio che aveva visto anch ein quel caso la maggioranza divisa. La votazione è stata caratterizzata da monenti di tensione: gli esponenti del Pdl si sono messi a fare interventi uno dopo l'altro per rallentare i lavori. Per l'esponente del Pdl Manlio Contento non si è trattato di ostruzionismo: "Stiamo difendendo le nostre ragioni. Ci sono elementi importanti da valutare per migliorare la lotta alla corruzione. Ci aspettiamo una apertura del ministro su alcune questioni sollevate da noi" sui minimi e i massimi di pena "per consentire ai giudici di graduare la pena" ha spiegato. Di diversa opinione l'esponente del Pd Cavallaro che ha detto che, alla luce del regolamento, quella fatta dal Pdl è stata vera ostruzione. Casini non ha voluto prednere posizione sul fatto. Proteste sono venute anche da Idv, Lega e Udc che hanno chiesto di accelerare le operazioni di voto. Da parte sua, Antonio Di Pietro ha ritirato gli emendamenti del suo partito e così ha fatto anche l'Udc per velocizzare le operazioni. Di Pietro ha poi attaccato duramtene il Pdl accusandolo di voler tagliare le ali alla magistratura e di volersi comportare come nel 1992e 1993. Il 28 maggio è previsto che il testo del decreto possa passare all'esame della Camera. Nel corso della gironata è stata tnetata una riunione dei vertici di maggioranza per trovare un accordo, ma il relatore del decreto ha rifiutato di parteciparvi parlando di tentativo di inciucio. 


  PAG. SUCC. >