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SCENARIO/ L'Italia ha già perso il treno di Hollande

Immagine d'archivio (Infophoto) Immagine d'archivio (Infophoto)

Vede, quest’ultima tornata ci ha svelato in modo clamoroso quello che già avremmo dovuto sapere. Da un lato, infatti, il centrodestra attraversa una fase di frammentazione e disgregazione inedita, ma prevedibile, con o senza Berlusconi. Al centro, il Terzo Polo non si è mosso di un passo e ha dimostrato di non esistere in natura, almeno in queste forme. Se poi ci fermiamo un secondo a riflettere, al di là dei luoghi comuni sulle “battaglie che si vincono al centro”, da che mondo è mondo, quando si aprono crisi così pesanti che travolgono i ceti intermedi, non si può pensare che i cittadini siano indotti al moderatismo, semmai a forme inedite di radicalizzazione.

Così infatti è stato. 
Esatto. Non confondiamo però il sintomo con la malattia. Beppe Grillo, infatti, è riuscito a intercettare una protesta presente nella società che, per il momento, si gioca ancora sul terreno democratico. 
Il sintomo quindi è evidente, basta vedere i risultati, la malattia però consiste in un sistema politico che ha perso la propria architrave, il berlusconismo (e l’antiberlusconismo, il suo contrario), e che oggi rischia di franare.  Se poi, come sembra, la nostra classe politica si presenterà alla scadenza della legislatura senza aver saputo fare nemmeno una riforma, nemmeno quella della legge elettorale, diventa difficile fare previsioni.

Alla luce di tutto ciò come va letto il risultato del Pd?

Davanti alla devastazione in atto nel campo avversario, un risultato mediocre può sembrare buono anche se non lo è. Detto questo, Bersani proverà con ogni probabilità a seguire la scia di Hollande, la “forza tranquilla” che in Francia riceveva critiche molto simili a quelle che da anni vengono rivolte al leader dei democratici. 
Anche perché a livello europeo, come abbiamo detto all’inizio, sono i partiti socialisti quelli che si stanno rimettendo in moto e che stanno dimostrando di poter raccogliere anche i voti della sinistra radicale. Un dato inatteso, visto che proprio a partire dalla crisi di questi partiti sono nate forze come il Partito Democratico. 

In un quadro politico profondamente in crisi, quindi, il centrosinistra è lo schieramento che può coltivare le sue ambizioni di governo?

Se vivessimo tempi “normali” potremmo dire che lo schieramento di centrosinistra ha un piccolo vantaggio competitivo sui suoi avversari. L’incertezza di questa fase storica però non ci permette di fare previsioni politiche, anche se di sicuro rende il cammino dei tecnici più accidentato. 
Staremo a vedere. Ciò che accadrà in Grecia o in Spagna infatti potrebbe cambiare la nostra vita. E forse, per la prima volta, la nostra classe politica si troverà davanti a prove che non ha mai dovuto affrontare.

(Carlo Melato)

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