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RENZO BOSSI/ Il Trota lascia la politica: farò il contadino o il muratore

Pubblicazione:mercoledì 2 maggio 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 2 maggio 2012, 18.48

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Renzo Bossi (soprannominato il Trota dal padre Umberto e così conosciuto un po' da tutti) annuncia che lascia la politica. Il figlio del leader e fondatore della Lega - che ha proprio in questi giorni annunciato di volersi ricandidare a segretario del movimento al prossimo congresso - è stato travolto dallo scandalo che ha travolto buona parte del suo partito. Dopo aver lasciato il suo ruolo di consigliere alla Regione Lombardia, di Renzo Bossi non si era quasi più sentito parlare. Il giovane era accusato di aver fatto uso per scopi privati di ingenti somme di denaro prelevate dalla cassa del partito, grazie agli appoggi del tesoriere incriminato Belsito e al fatto che il padre non avrebbe sospettato di nulla. Lo scandalo cosiddetto dei fondi della Lega Nord insomma che aveva travolto anche lo stesso Umberto Bossi. Adesso Renzo Bossi, dalle pagine della rivista Vanity Fair torna a farsi vivo, con dichiarazioni che hanno, in alcuni casi, qualcosa di sorprendente. In particolare, il cosiddetto Trota ribatte alle accuse che gli sono arrivate da parte del suo ex autista, che ha dichiarato in più riprese di essere stato usato dal giovane Bossi come una sorta di bancomat privato. Lo mandava, ha detto, a riscuotere in continuazione soldi dal partito che poi usava per i propri bisogni personali, ad esempio serate nei club notturni. O anche dell'acquisto di computer e di una Bmw sempre con i soldi del partito. Renzo Bossi risponde dicendo che si tratta soltanto di bugie (per la cronaca, l'autista è stata licenziato proprio in questi giorni) e di aver sempre pagato con i suoi soldi e con quelli del partito. Spiega che spesso gli capitava di anticipare i soldi ad esempio per la benzina e quindi di farsi restituire il denaro dall'autista Alessandro Marmello che li prendeva dalle casse della Lega. Accusato anche di aver pagato il dentista con i soldi del partito, Renzo Bossi dice di aver portato in procura i suoi movimenti bancari che invece dimostrerebbero il contrario. "I giornali hanno scritto troppe falsità, a partire dall'auto Bmw che avrei comprato con i soldi della Lega: ho dimostrato che sto pagando le rate del leasing dal mio conto personale. Stesso discorso per la Smart usata: a parte che non l'ho ancora pagata, perché la fattura mi è arrivata a fine marzo" spiega. Nega anche di essersi fatto pagare i corsi universitari a Londra perché, dice, con lo stipendio da consigliere regionali di 10mila euro non aveva bisogno di chiedere altri soldi. 


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