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SCENARIO/ Bechis: gli elettori del Pdl sono delusi, Berlusconi non è la soluzione

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Silvio Berlusconi e Angelino Alfano (Infophoto)  Silvio Berlusconi e Angelino Alfano (Infophoto)

Non credo che il vero problema sia quello di riuscire a stupire. L’unica soluzione possibile è quella di ripartire umilmente dalle primarie, per definire la struttura del partito a livello locale e regionale, e scegliere poi i vertici del Pdl a livello nazionale. Quindi si penserà a ciò che andrà fatto in vista della competizione elettorale del 2013.
Ma se non si parte da qui, e anche abbastanza in fretta perché il tempo non è molto, significa che non si è compresa qual è la realtà. I nomi di cui si parla oggi hanno lo stesso difetto di sempre: si pretende di imporre dall’alto dei candidati all’elettorato. Quest’ultimo però ormai è insofferente nei confronti di questo metodo. I cittadini vorrebbero scegliere autonomamente ed essere loro i protagonisti della vita politica. La gente ha voglia di partecipazione politica, non di richiesta di adesione alle scelte di un altro.

 

È ipotizzabile un ritorno al comando di Berlusconi?

 

No, anche perché non è più il Berlusconi di un tempo, la forza d’urto che aveva fa i conti anche con la delusione nel suo elettorato.

 

Da dove nasce questa delusione?

 

Sia dal modo in cui si è governato soprattutto nell’ultima legislatura, sia per la scelta di passare il testimone a Monti e di approvare politiche che erano del tutto contrarie al programma elettorale del Pdl e allo stesso Dna di quel partito.
Oggi Berlusconi non è facilmente spendibile perché è lui, e non Alfano, il simbolo della delusione dell’elettorato del Pdl. Alfano non ha avuto nemmeno grandi possibilità di muoversi, perché per ogni cosa bisognava chiedere al Cavaliere. In ciascuna delle ultime riunioni del Pdl, ogni volta che a qualcuno è venuto in mente di smarcarsi almeno in parte dal governo Monti, ha dovuto fare i conti con la resistenza di Berlusconi. I sondaggi su un partito che porti sul simbolo il nome del Cavaliere affermano che avrebbe un impatto non superiore al 10%, quindi ben diverso da quello che sono state Forza Italia all’inizio e il Pdl poi. È quindi necessaria un’ambizione di ben altro livello.

 

Il patto tra Pdl e Udc ha un futuro?

 

Il vero problema non sono le alleanze elettorali, che oggi sono viste addirittura come un fatto negativo. Sembra molto limitativo che il vertici del Pdl riescano a pensare solo a quelle. Se si hanno le stesse idee è naturale andare insieme, poi gli elettori giudicheranno le scelte compiute.

 

Luca Cordero di Montezemolo può essere la vera novità?



Sono dieci anni che parliamo di una discesa in politica di Montezemolo. Ormai è consunto anche come annuncio, non è più un bambino nemmeno il presidente della Ferrari, e ritengo che una soluzione del genere non abbia più grandi effetti taumaturgici.

 

(Pietro Vernizzi)



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