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Politica

SCENARIO/ Bechis: gli elettori del Pdl sono delusi, Berlusconi non è la soluzione

Per FRANCO BECHIS, è finito il modello Forza Italia/Pdl, che ha avuto la sua storia, i suoi travagli ed è nato in una situazione eccezionale come "partito del monarca", cioè di Berlusconi

Silvio Berlusconi e Angelino Alfano (Infophoto)Silvio Berlusconi e Angelino Alfano (Infophoto)

L’unica cosa certa che è trapelata è stata che il partito ha respinto le dimissioni di Sandro Bondi. Stamattina Berlusconi ha incontrato lo stato maggiore del Popolo della Libertà per fare il punto sulla batosta del centrodestra alle elezioni amministrative. Ai cronisti che gli chiedevano quale sarebbe stato il suo futuro politico, il Cavaliere ha ribattuto lapidario: “Non ho deciso nulla in merito al mio impegno nel partito”. E su una sua eventuale ricandidatura alle prossime elezioni, si è limitato a dire: “Me lo domando anche io”. Più esplicito il titolo del giornale Libero, che oggi in prima pagina ha aperto con queste parole: “Lettera ai vertici del Pdl: dimettetevi tutti”. Ilsussidiario.net ha intervistato Franco Bechis, vicedirettore del quotidiano di Maurizio Belpietro, per chiedergli che cosa si attende dal futuro prossimo del Popolo della Libertà.

Si è parlato di azzerare i vertici del Pdl, ma le dimissioni di Bondi sono state respinte …

Non avrebbe avuto senso che Bondi pagasse per tutti, ma il fatto che si dica no all’unica persona disposta a compiere un passo indietro è il segno del fatto che si preferisce nascondere la testa sotto la sabbia invece di affrontare il problema.

Sono dunque necessarie misure drastiche?

Sì, Libero oggi ha proposto le dimissioni corali, anche per rifondare un partito che evidentemente non è più compreso dal suo elettorato. Alle ultime amministrative chi si identifica nel centrodestra non è andato a votare o ha votato per altri. Quel che si è salvato è stato veramente poco, e anche la vittoria di alcune liste civiche non può essere considerato un segnale realmente confortante. Le civiche infatti sono le persone che le rappresentano, e quindi è difficile che un qualsiasi partito se ne possa riappropriare.

Che cosa accadrà quindi?

È finito il modello Forza Italia/Pdl, che ha avuto la sua storia, i suoi travagli successivi, ma è nato in una situazione eccezionale molti anni fa, nell’unico modo in cui poteva nascere. È stato un “partito del re”, e oggi il “re” cioè Berlusconi non ha più il fascino di prima, anzi c’è il rifiuto di una gestione per cooptazione, con un monarca che si sceglie l’erede e non ha più un autentico riferimento popolare.
Forse per ricostruire il partito bisognerebbe ripartire dal basso, dal proprio popolo di riferimento. Oltretutto un partito che si chiama Popolo della Libertà, pur difendendo qualche libertà, ha smarrito il popolo e bisogna chiedersi perché.

Alfano intanto da giorni ha annunciato “la grande novità” …