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SCENARIO/ Pdl, il cavallo di Troia di Grillo

L'analisi di Anselmo Del Duca L'analisi di Anselmo Del Duca

In questa situazione di empasse in molti finiscono per invocare (per ora solo nei capannelli del Transatlantico) il ritorno di Berlusconi, la cui leadership sarà certamente appannata, ma alla fine è l’unica che c’è.
Invece di farsi definitivamente da parte è proprio al Cavaliere che viene chiesto di suonare la sveglia, magari con quell’annuncio a sorpresa promesso qualche settimana fa proprio per i giorni immediatamente successivi ai ballottaggi.

Unica certezza: un’operazione di maquillage non basterà, stavolta. Troppo poco cambiare il nome e il simbolo, gli elettori condannerebbero senza appello la ex balena azzurra all’estinzione.
Serve un’iniziativa politica tutta nuova, con un nuovo contenitore per i moderati e – con ogni probabilità – una nuova leadership. E il nome del leader di Italia Futura, Luca di Montezemolo, nonostante le ripetute smentite, continua a circolare.

Di sicuro in molti fra gli attuali parlamentari – a meno di un autentico miracolo – sono condannati a non tornare a Montecitorio e a palazzo Madama, sia per la esigenza di facce nuove, sia – anzi forse soprattutto – per la contrazione dei consensi. Anche per questo si guarda con apprensione alle trattative per la nuova legge elettorale.
Non si può certo chiedere al tacchino di essere felice, quando viene Natale, dicono gli americani.

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COMMENTI
23/05/2012 - Sulla felicità dei tacchini (Luca Rossini)

Gli americani sanno che il Giorno del Ringraziamento (oltre che a Natale) i tacchini non sono felici, ma se li mangiano lo stesso. Esattamente come hanno fatto gli elettori di Parma con i tacchini del PDL. E come faranno gli elettori italiani con i tacchini dei partiti che non vogliono riformarsi. Anche perché se è vero che i parlamentari sono dei tacchini infelici, non bisogna sottovalutare il fatto che gli elettori non sono degli stupidi polli. Quindi in ultima analisi - sempre per restare alla metafora aviaria - i parlamentari decidano pure di che morte morire: o allo spiedo (con il taglio dei parlamentari) o in padella (con il calo del consenso). Quanto ai cavalli di troia, mi pare che avere atteso Grillo per sperare (forse) di riformarsi è già di per sé inquietante. Occorre un LUOGO dove i moderati possano iniziare a fare politica seriamente. Ben grave sarebbe un altro ridicolo "predellino", magari rallegrato questa volta da uno spettacolo di burlesque invece che dal solito codazzo di portaborse. Gli elettori moderati non ce l'hanno con Monti, ce l'hanno con Berlusconi che dal '94 non ha fatto nulla per evitare di arrivarci, a Monti.