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SILVIO BERLUSCONI/ L'ex premier dopo la sconfitta elettorale: il Pdl è finito, ora comando io

Pubblicazione:mercoledì 23 maggio 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

«Il Pdl è finito. Il Pdl non è più il mio partito». La pesante sconfitta subita dal centrodestra nel primo turno di elezioni e nei ballottaggi, anche se largamente prevista dai diversi sondaggi, ha spinto Silvio Berlusconi a tornare in campo e ad ammettere che il partito non ha più la stessa stoffa di un tempo: «Basta con questa struttura senza senso, con questi coordinamenti, con questi congressi. Dobbiamo imparare da Grillo. E inventare un nuovo contenitore. Solo io posso guidarlo. Cambiamo gioco e vediamo che succede». Duro colpo quindi per l’attuale segretario Angelino Alfano che solo ieri aveva annunciato di avere con Berlusconi «le idee chiare delle cose da dire e da fare. Ci daremo una data per dire cosa intendiamo fare per il futuro». Berlusconi sembra non voler aspettare le intenzioni di Alfano che sempre nella giornata di ieri annunciava di voler «dare una nuova offerta politica ai moderati. Stiamo costruendo un percorso accettabile da altri soggetti in campo ai quali se oggi dicessimo venite avremmo un diniego. Abbiamo preferito fare un discorso articolato». «Vogliamo far diventare quell'ampia area alternativa alla sinistra maggioritaria nel Paese. Si deve fare sui contenuti e su una linea politica riconoscibile e chiara», aveva detto ancora Alfano. Oggi ecco invece lo stop del leader Udc Pier Ferdinando Casini, che nel corso di una recente conferenza stampa ha commentato la possibilità di costruire un’area moderata: «C'è scoramento e disorientamento, c'è il voto a Grillo, il non voto, l'astensione e tutto il resto». Per questo Casini si chiede: «Quando si parla di area moderata, cosa si intende? L'unità dei moderati che si evoca, serve a fare cosa? Per andare dove? Per fare lo sciopero fiscale e mandare a casa Monti? O per appoggiare l'azione del governo impegnato a recuperare i guai del passato?». Secondo il leader dell’Udc non basta infatti «evocare l'unità dei moderati. Prima bisogna intendersi sui contenuti che devono stare alla base di qualsiasi iniziativa si voglia intraprendere. Se si parte dai nominalismi, dimenticando la sostanza dei problemi, non so di cosa si stia parlando. Non siamo interessati a parlare di cose incomprensibili. Spiegatemi a cosa serve l'unità dei moderati. Quando ci sarà un chiarimento potrò rispondere a alla domanda che, allo stato attuale, è incomprensibile», conclude Casini.


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