BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GRILLO/ 2. Tre idee da non buttar via

Pubblicazione:giovedì 24 maggio 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 24 maggio 2012, 9.23

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

I risultati delle ultime amministrative (anche in politica i voti non si contano solo ma si pesano ) hanno sconvolto radicalmente il panorama  politico italiano. Non sappiamo se siamo già alla Terza Repubblica, ma certo il bipolarismo basato su leader dei due schieramenti contrapposti ha chiuso la sua stagione. Il berlusconismo ha avuto meriti e difetti ma certo è qualcosa del passato. Così come la Lega Nord. I partiti del vecchio centro destra sembrano ormai essere abbandonati da elettori profondamente delusi. Nel campo del vecchio centro sinistra, il Pd (“Abbiamo non vinto a Parma” dice Bersani) mostra tutto il suo scarso fascino, visto che prevale quasi solo se i candidati si sono distinti da esso: com’era già accaduto per Pisapia e Vendola, ecco affermarsi i Doria, gli Orlando persino a Cuneo e Belluno vincono sindaci “a dispetto” della segreteria Bersani. Piero Fassino è rimasto il solo sindaco di grande città davvero organico a quel partito.

Poi c’è il fenomeno di Grillo e del suo Movimento 5 stelle. E’ un nuovo soggetto politico che non va trascurato e che forse è sbagliato liquidare subito come “l’antipolitica”. Intanto perché se i cittadini possono tornare alla politica lo fanno attraverso nuove forme (basta guardare i dati dell’affluenza) e poi perché comunque Grillo lancia dei messaggi precisi.

Il primo da non trascurare è quello di promuovere i giovani invece dei vecchi. Questo è un tema strategico per il nostro Paese. Abbiamo una classe dirigente invecchiata, non solo anagraficamente come dimostrano le ultime statistiche. Il tema Italia “non è un Paese per giovani” è quindi un tema forte. Un vecchio slogan del ’68 tedesco recitava così: “Non credete mai a chi ha più di quarant’anni…”. Andrebbe rilanciato oggi. Certo anche il fascismo (”Giovinezza”) e prima di esso il futurismo avevano il mito della forza giovanilistica e tuttavia la giovinezza di un sindaco come Pizzarotti rischia di rappresentare una novità positiva.

Altro tema “grillino” non trascurabile: l’opposizione al potere delle banche, alla grande speculazione finanziaria, a quello che la tradizione cattolica chiamava “l’imperialismo internazionale del denaro”. Beppe Grillo smette di fare il comico ed entra in politica proprio su questi argomenti. Pensate alla sua campagna sul caso Parmalat o la sua partecipazione alle assemblee degli azionisti Telecom… Nel mondo globalizzato in cui la politica è ricattata dallo spread e la Bce ci detta l’agenda politica, un “pregiudizio anti bancario” non è mica poco.


  PAG. SUCC. >