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PIANO FAMIGLIA/ Binetti: senza il quoziente famigliare è solo un bicchiere d'acqua

Pubblicazione:giovedì 24 maggio 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 24 maggio 2012, 9.11

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C’era un livello di scoramento e un clima di depressione tale che si era convinti, ormai, che il governo, in tal senso, non avrebbe più fatto nulla.

E invece?

Credo che la presenza di Riccardi abbia influito non poco.

E’ stato annunciato che il quoziente familiare, laddove il piano dovesse essere approvato, non ci sarà

Si tratta di uno dei maggiori punti di debolezza; la sua assenza riflette il fatto che non si tratta di un progetto strutturale. Interviene per sanare un’emergenza, ma non pensa al futuro.  

Del resto, un progetto lungimirante non è mai stato tra le priorità di alcun governo

Per tutti, la famiglia è il centro, la famiglia è la priorità, la famiglia è il perno della società, e via dicendo. Nessun esecutivo ha mai lesinato slogan di questo genere; nessuno, tuttavia, ha mai mosso un solo dito in tal senso. Eppure, che si tratti di un fattore di sviluppo fondamentale, anche sul piano economico, è ormai cosa nota.

Perché, allora, un tale atteggiamento?

Credo che manchino le competenze specifiche per affrontare il problema. Non solo nel mondo politico, ma anche in quello economico o dell’organizzazione aziendale. Come, d'altro canto, ci sono gravi carenze culturali. Per intenderci: non è più accettabile che una donna che deve prendersi un permesso per portare il figlio dal dottore sia guardata con sospetto come se stesse approfittando di chissà quale privilegio. Le stesse aziende non si rendono conto che agevolare i legami familiari e rafforzare il patto intergenerazionale è un investimento per tutta la società. Quindi, anche per loro.

Lo stesso problema riguarda chi famiglia non è ancora ma vorrebbe diventarlo?


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