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BERLUSCONI/ Presidenzialismo francese e dialogo per un nuovo soggetto politico

L'ex capo del governo è intervenuto oggi per dleineare lo scenario in cui si muoverà nei prossimi mesi, dopo la sconfitta elettorale alle recenti amminsitrative

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Riforma presidenziale alla francese e dialogo aperto a tutti gli “innovatori”, i “liberali” e i “moderati” per la costruzione di un nuovo soggetto politico. Il Popolo della Libertà avanza la sua proposta attraverso una conferenza stampa al Senato del leader e fondatore, Silvio Berlusconi, e del suo segretario, Angelino Alfano.
L’ex presidente del Consiglio ha voluto ripercorrere il percorso politico degli ultimi mesi a partire dalla scelta di fare un passo indietro per favorire la formazione di un governo tecnico. Alla base di quelle dimissioni, ha spiegato Berlusconi, c’era la consapevolezza di aprire una fase nuova in cui le forze politiche potessero collaborare per la riforma delle istituzioni, che non hanno saputo garantire la governabilità del Paese (la vecchia immagine del disegno di legge governativo “purosangue” che per colpa del Parlamento può diventare un “ippopotamo” è stata riproposta ancora una volta). Il fondatore del Pdl ha così voluto evocare il pericolo che Roma finisca come Atene, che fra poco dovrà tornare al voto a causa dell’ingovernabilità, mentre è ancora possibile ancorarsi a Parigi, che nelle scorse settimane ha dato prova di saper scegliere in poco tempo e di cambiare governo senza stravolgimenti.
Alla luce di questa analisi il Popolo della Libertà porterà nell’Aula del Senato la proposta dell’elezione diretta del Capo dello Stato, approfittando di una coincidenza di tre fattori: la fine della legislatura, la scadenza del mandato del Presidente Napolitano e la discussione delle riforme costituzionali in questi giorni al Senato.
Una proposta che farà discutere, a cui il segretario pidiellino ha fatto seguire un annuncio sui cambiamenti che riguarderanno il partito. Non è ancora l’annuncio vero e proprio della “novità epocale” che si attende dalla vigilia delle elezioni amministrative, ma Alfano ha rivolto un appello a tutti gli innovatori, i liberali e i moderati, a riflettere. “Non pretendiamo una risposta nel giro di qualche giorno – ha chiarito Alfano –, ma offriamo a tutti la nostra disponibilità a costruire nella trasparenza, e avvalendosi di strumenti di partecipazione e di democrazia diretta, una ‘federazione per l’Italia’. Un soggetto che attraverso le primarie possa scegliere leader e programmi, senza partire dalle sigle o dai nomi, ma dai contenuti”.