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BERSANI/ Presidenzialismo alla francese? Non ci sono le condizioni. La replica a Berlusconi

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Immediato botta e risposta tra Silvio Berlusconi e Pierangelo Bersani. Stamattina l'ex premier intervenendo al Senato aveva tracciato le linee secondo le quali quello che resta del Pdl dovrebbe muoversi in termini di proposte politiche. Tra queste, un vecchio pallino di Berlusconi e cioè l'introduzione in Italia del sistema presidenziale francese, con l'elezione diretta del Capo dello Stato da parte dei cittadini. Per fare questo sarebbe dunque necessario il doppio turno elettorale, aveva detto. Nel suo discorso, Berlusconi si era chiesto se gli italiani vogliono essere ad Atene o a Parigi: "Vogliamo essere nella situazione di Atene, che è ingovernabile, o nella situazione di Parigi che appena eletto presidente ha preso in mano la situazione anche a livello internazionale?". Poco dopo queste parole è intervenuto il segretario del Pd Bersani che ha fatto notare che una riforma in senso presidenziale con il doppio turno elettorale non sia certo un tabù, ma allo stesso tempo ha fatto notare che i tempi in Italia per questo tipo di riforma non ci siano ancora. Per Bersani, c'è il sospetto che quanto detto da Berlusconi sia il sintomo della volontà di non fare nulla di nulla. Per Berlusconi invece i tempi di tale riforma sono maturi: "Bisogna profittare della prossimità della fine legislatura; della scadenza di un eccellente presidente Repubblica; e terzo della riforma della costituzione dalla prossima settimana in Senato. Ci sono i tempi, noi presenteremo l'articolato all'aula del Senato come emendamento". Per quanto riguarda il Pdl, Berlusconi promette primarie per la scelta del prossimo segretario del partito. Tornando agli ultimi mesi del suo governo, ha voluto ribadire la responsabilità del suo governo: "Mi parve necessario lasciare il governo anche su insistenza di importanti istituzioni del paese" per lasciare "il posto a un governo tecnico che solo avrebbe consentito un incontro tra la maggioranza, noi, e l'opposizione per fare un tavolo capace di arrivare in tempi rapidi a una trattativa circa un cambiamento dell'architettura istituzionale del paese. Una riforma della Costituzione".


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