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VITTADINI/ Per una svolta liberale e sussidiaria

Pubblicazione:venerdì 25 maggio 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 25 maggio 2012, 9.27

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Una persona così, dice don Giussani, non rimane isolata, ma si mette insieme ad altri in formazioni sociali che, se rimangono tese all'ideale che le ha costituite e non corporative, sono in grado di educare e spingono a costruire “opere” che rinnovano economia e società. La novità non verrà nemmeno da nuove realtà che appaiono vincenti se il loro credo è ancora nel potere salvifico della politica, e non mettono a tema il cambiamento dell'io e della società.

A destra, a sinistra o al centro, chi crede in una svolta sussidiaria e liberale deve invece mettere a tema questa lunga marcia di cambiamento personale e collettivo, alla ricerca di una verità di se stessi. E chi voglia impegnarsi in politica deve farlo determinato dal desiderio di servire il popolo, e per questo esserne parte in un dialogo continuo, teso a valorizzare tutti i tentativi virtuosi di risposta ai bisogni della gente presenti nella società.

Allora, si può avere il coraggio di riformare scuola e università, perché ci sia un’educazione all’altezza del suo scopo; incentivare e detassare le imprese che creano occupazione, investono, esportano; riformare la giustizia, non con leggi ad personam, ma evitando che gli innocenti vadano in galera e i più debbano aspettare anni per vedere celebrati i processi; attuare un federalismo fiscale dove chi spreca smetta di scialacquare e chi è virtuoso sia premiato.

Il lavoro dell'Intergruppo per la Sussidiarietà è stato un esempio virtuoso di dialogo su questi temi, purtroppo reso marginale dalle stesse forze politiche e valorizzato dal solo presidente Napolitano (ad esempio in occasione del Meeting di Rimini dello scorso anno). In generale però occorre essere realisti: perché il cambiamento descritto avvenga bisognerà lavorare molto e avere molta pazienza. Ma chi si muove per un ideale e non per un'egemonia non ha fretta, perché vive già una soddisfazione in quel che è e fa.



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