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SCENARIO/ Mario Mauro: lo "spread" del Pdl

Angelino Alfano e Pier Luigi Bersani (Infophoto) Angelino Alfano e Pier Luigi Bersani (Infophoto)

L’andamento, ormai cronico, di più di un anno di “spread”, crisi, aumento della disoccupazione, dimostra in maniera evidente che il problema è l’Europa. Il problema è la mancanza di una governance comune e forte. Il problema è la timidezza dell’Unione europea nel prendere decisioni. Il problema è la cessione di fatto e volontaria della sovranità degli Stati membri non a organi sovranazionali, istituzionalmente riconosciuti, (Commissione europea e Parlamento europeo) ma la subalternità a un paese, la Germania, che si è imposto sugli altri, guadagnando in termini di finanziamento del debito e in competitività dalla debolezza altrui.

Il problema è la mancanza di solidarietà e di meccanismi redistributivi (Eurobond e Unione dei trasferimenti); la masochistica distinzione tra paesi rigorosi e non; la confusione ricorrente e strumentale sui concetti di rigore e di crescita, che non sono opposti ma complementari. Il problema è il ruolo fortemente inadeguato della Banca Centrale europea, che non svolge, per mandato, al contrario delle principali banche centrali del resto del mondo, una funzione di prestatore di ultima istanza. Il problema cioè è andare avanti. E per andare avanti, chi vuole avere la leadership dei moderati in Italia non può limitarsi a immaginare contenitori fatti per limitare i danni e prepararsi a inverosimili momenti migliori. 

Deve sciogliere le vele e muovere in mare aperto. In concreto ciò significa sciogliere la riserva su un’idea di sviluppo, magari targata centrodestra, ma ottusamente ancorata a una visione preminente dello Stato. In Europa ci sono 23 milioni di imprese. In Italia 5 milioni. Un radicale taglio dei costi della burocrazia, anche di quella che ostacola il completamento del mercato unico, consentirebbe a ognuna di esse di promuovere un'assunzione. Ventitré milioni di nuovi posti di lavoro. Il dato può apparire incredibile, ma consideriamo per esempio che il costo per aprire un’azienda negli Stati Uniti, in Brasile, in India, o in Cina oscilla tra i 500 e i 600 euro. Nei 27 paesi dell’Unione europea la media è 2.250 euro. 


Non possiamo pensare cioè di affrontare un momento così delicato riducendo il dibattito al look di chi dovrà governare. Pensando che la spendibilità mediatica di chi ci deve guidare in circostanze così drammatiche valga di più della verità e delle buone idee. L’elettorato antitetico alla sinistra in Italia e in Europa confida da sempre nella prevalenza e nella centralità della persona rispetto alle istituzioni.