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Politica

SUSSIDIARIETÀ/ Parte l’esperimento della Regione Abruzzo

Il Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha presentato la Commissione per la Sussidiarietà, il cui compito è proporre azioni concrete di attuazione del principio nella Regione

 Gianni Chiodi, Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, Presidente della Regione Abruzzo

In questo periodo di profonda crisi, il principio di sussidiarietà è spesso citato non solo come una possibile via per uscire da questa situazione che sta assumendo tinte sempre più drammatiche, ma anche per ricostruire una società più solida e giusta e, pertanto, più rispondente ai bisogni del popolo.

Il punto critico rimane come evitare che la sussidiarietà rimanga una semplice dichiarazione di principio, senza effettivi risvolti nella realtà. Per evitare che questo accada, occorre che le persone e le loro aggregazioni, a partire dalle famiglie, si muovano ed agiscano in tal senso. È necessario però che anche le istituzioni si facciano parte attiva per, come dice lo stesso termine sussidiarietà (subsidium afferre), promuovere e aiutare questi movimenti che sorgono dal basso. È quanto si cerca di fare in Abruzzo.

Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, alla sussidiarietà ha sempre creduto. Tanto da farne uno dei punti cardine del suo programma di governo e da prevedere una delega a sé, ricompresa nelle sue stesse competenze. L’istituzione di un’apposita Commissione, annunciata in una conferenza stampa il 23 maggio scorso, rappresenta, quindi, la concretizzazione di una felice intuizione.

Chiodi è il primo Governatore del Mezzogiorno a dotarsi di uno strumento ad hoc che, come ha avuto modo di osservare in sede di presentazione, lavorerà gratuitamente ma con forte motivazione, per agevolare proprio l’attuazione del principio di sussidiarietà. “Sebbene non voglia dare un giudizio di valore - sostiene il presidente Chiodi – non posso non rilevare come il modello sociale europeo sia completamente saltato. Lo dimostrano chiaramente le percentuali sulla disoccupazione, 35 per cento in Europa, con un picco del 50 per cento in Spagna. L’indebitamento è elevatissimo e non più sostenibile. Ecco perché è necessario promuovere forme di sussidiarietà che rimettano al centro dell’agire umano il singolo, la famiglia, l’associazionismo in qualunque sua espressione. In breve, affiancare alla sussidiarietà verticale, quella prevista dall’articolo 118 della Costituzione, quella orizzontale, che responsabilizza dal basso”.

Per Chiodi la sussidiarietà ha il merito di “opporsi allo statalismo; di privilegiare la cultura della responsabilità personale ed individuale; di coinvolgere la cittadinanza attiva nel governo del territorio; di dare una risposta netta al voto di protesta, all’antipolitica di questi giorni, che nasce dalla non consapevolezza dei diritti e dei doveri della persona; di sostituire il mero assistenzialismo dello Stato a forme di gestione collaborativa e propositiva”.