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PRESIDENZIALISMO (?)/ Pomicino: meglio il sistema americano, no al pasticcio alla francese

La politica italiana si interroga sulla proposta di riforma semipresidenziale alla francese avanzata dal Popolo della Libertà. L'opinione dell'On. PAOLO CIRINO POMICINO

Paolo Cirino Pomicino (Infophoto) Paolo Cirino Pomicino (Infophoto)

RIFORME - L'OPINIONE DI PAOLO CIRINO POMICINO - Per entrare nella Terza Repubblica, «mettendo in sicurezza i pregi della Seconda senza tornare ai difetti della Prima», il Popolo della Libertà ha proposto, nella conferenza stampa  di venerdì, la ricetta del semipresidenzialismo alla francese.
Un’idea sulla quale la classe politica si sta confrontando, al netto delle perplessità sulle tempistiche,  sulla compatibilità di questo sistema nel quadro  politico italiano e, soprattutto, sugli intendimenti  di Silvio Berlusconi.
«L’annuncio del Cavaliere dà adito a qualche sospetto, ma merita di essere discusso – dice a IlSussidiario.net un uomo della Prima Repubblica come Paolo Cirino Pomicino –. Per quanto mi riguarda, appartengo a un’altra cultura e continuo  a ritenere la democrazia parlamentare la più efficace ed efficiente. Detto questo, piuttosto che  ipotizzare un semipresidenzialismo confuso, meglio orientarsi verso il presidenzialismo puro, all’americana».

Per quale motivo secondo lei il modello francese non potrebbe funzionare in Italia?

Immaginiamoci in un paese complicato come il nostro cosa potrebbe succedere se dovesse ripetersi ciò che è capitato in questi anni al di là delle Alpi: un presidente di una certa parte politica e un primo ministro della parte opposta. Reggeremmo  la coabitazione di un Mitterand con uno Chirac? Non credo proprio.

Meglio rimanere con il Porcellum?

Certo che no, io  penso che la riforma migliore resti quella per un proporzionale con una soglia al 5%, con il Parlamento a formare e a disfare le maggioranze. Se però si vuole dare questo potere agli elettori, meglio il presidenzialismo che le vie  di mezzo.
Nel sistema americano, infatti, esistono due sovrani democratici costretti a colloquiare: un presidente dotato  di pieni poteri e un congresso che può intervenire  sul bilancio. Se proprio dobbiamo cambiare penso che le scelte tranchant potrebbe rivelarsi migliori dei pasticci alla francese…

A Casini  quindi consiglia di andare a vedere le carte che ha in mano Berlusconi, anche se il centro rischia di perdere il suo ruolo di ago della bilancia?

Alla luce di quanto penso non posso che dirgli di fare un ultimo tentativo in chiave  proporzionale. Dopodiché meglio puntare  sul sistema americano che rimanere  con il cerino in mano… 

(Carlo Melato) 

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COMMENTI
28/05/2012 - Che sistema elettorale per PD e PdL? (Giuseppe Crippa)

Il sistema americano prevede una elezione diretta del presidente (senza alcun ballottaggio) e una elezione del congresso senza premi di maggioranza. Nessun dubbio che il PdL rifiuterebbe queste ipotesi, ma anche il PD: Primum "vincere",deinde philosophari!