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Politica

SCENARIO/ Sallusti: il nuovo centrodestra "ostaggio" di Berlusconi e Bossi

Immagine d'archivio (Infophoto)Immagine d'archivio (Infophoto)

Un voto negativo a mio avviso non è stato solo previsto, ma anche archiviato. Non è tanto l’umore degli elettori, ma la matematica, a dirci che senza un’alleanza con la Lega al Nord è difficile tenere. Per questo la sconfitta è scontata, anche se sarà difficile da misurare. 
Piuttosto sarà interessante osservare i voti che prenderà il Pd e la Lega Nord, l’unica a presentarsi sola. Il Pdl deve sperare solo che la flessione non si trasformi in un crollo. 

Una debacle potrebbe dare il via a un processo di disgregazione, come si vocifera in questi giorni?

Non credo proprio. Non si capisce quali scossoni possa creare un risultato che, ripeto, è già stato assorbito, un po’ come fanno i mercati con le pagelle delle agenzie di rating. 
Quello che doveva succedere, per intenderci, è già successo. I vari Pisanu e Scajola, poi, avevano un peso quando con i loro deputati potevano determinare la sorte del governo, non oggi. Alle urne infatti non spostano nulla. 

Se la chiave di volta saranno le alleanze, è difficile però immaginare un accordo tra un Pdl che non può rinunciare a Berlusconi e i centristi, che sull’ex premier non hanno mai fatto cadere il loro veto. 

Infatti, sono pronto a scommettere che Casini non farà un passo indietro su questo. Il suo problema non è il Pdl, ma Berlusconi. Al momento però le due cose coincidono ancora. 

E tra il Popolo della Libertà e un Carroccio ancora scombussolato dalla resa dei conti interna può davvero rinascere un’intesa?


Anche in questo caso, non riesco a immaginare una Lega che prescinda da Umberto Bossi. Ci sarebbe un’implosione e una scissione, ma a quel punto le due leghe non riuscirebbero a farne una intera. Anche questo partito insomma è “condannato” a mantenere il proprio leader di sempre. Non solo, il fatto che il Senatùr tenga è la speranza recondita e incoffessabile di Berlusconi. Finché c’è lui infatti la speranza di ricostruire l’“asse del Nord” c’è. Con Maroni invece sarebbe tutto più difficile.

(Carlo Melato) 

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