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IL CASO/ Sapelli: i magistrati vogliono "far fuori" la classe dirigente del Nord

Immagine d'archivio (Infophoto) Immagine d'archivio (Infophoto)

La de-elitizzazione del sistema: vogliono distruggere tutte le elite politiche, soprattutto quelle del Nord. Basta guardare a ciò che sta succedendo. Nelle accuse che giornalmente vengono rivolte al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, non c’è nulla di penalmente rilevante. Si può criticare forse il suo stile di vita, ma, anche se fosse, a livello morale. 
Pensiamo invece alla fine della Lega Nord. Le trame del tesoriere erano inquietanti, ma l’accanimento sulle paghette dei figli o sulla ristrutturazione della casetta del fondatore del Carroccio era assolutamente spropositato.

Chi ci sarebbe dietro secondo lei?

Quegli ambienti prodiani e debenedettiani che preparano il loro ritorno e si presentano come puri e vergini, nonostante i loro numerosi conflitti di interesse. È un gioco comunque molto pericoloso: privare il Nord di qualsiasi rappresentanza politica significa mettere a rischio il Paese. E questa volta sarà difficile mettere una pezza...
Con le debite proporzioni, mi ricorda l’errore che recentemente hanno commesso gli americani, che si sono inventati le “primavere arabe” nella convinzione che i Fratelli Musulmani avrebbero potuto contenere la spinta delle masse islamiche. 

Rischiamo una seconda Tangentopoli, sempre che non sia già iniziata? 

Non credo, le differenze sono profonde. Allora c’era uno stato oggettivo di corruzione sistemica, descritta scientificamente da Bettino Craxi nel suo famoso discorso alla Camera. Oggi non sono più i partiti a condurla, ma gruppi di interesse che si aggregano e disaggregano. Per il resto, come dicevo, il peso della ricchezza è molto più alto e la commistione tra politica e affari ha raggiunto livelli spaventosi. I problemi sono questi, più che una nuova Mani Pulite. In questo quadro, mi rendo conto, piuttosto fosco, vedo comunque un segnale positivo.

Quale?

La gente non sembra aver perso il suo tradizionale buon senso. È scossa dalla caduta morale nella vita pubblica, ma allo stesso tempo sembra sempre più insofferente ai processi mediatici. Chi sa che la giustizia umana non è uguale per tutti inizia a essere stanco di questo spettacolo.  

(Carlo Melato) 

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