BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ 2. Il Pd e quel voto francese che vale più di quello italiano

Pubblicazione:venerdì 4 maggio 2012

Monti e Bersani (Infophoto) Monti e Bersani (Infophoto)

A pochi giorni dalle elezioni amministrative i rapporti tra politici e tecnici sembrano giunti al loro punto più basso dalla nascita del governo Monti. L’insofferenza è evidente e piuttosto trasversale, anche grazie alla sollevazione dei sindaci di ogni colore nei confronti dell’Imu. «La luna di miele sembra finita anche tra Monti e il Pd – spiega a IlSussidiario.net Peppino Caldarola, commentatore politico, già direttore de l’Unità –. Pier Luigi Bersani non sembra certo dell’idea di aprire una crisi di governo, ma è sicuramente un alleato sempre più esigente, anche perché sente la pressione che sta salendo dalla società. Non solo, il segretario del Partito Democratico si è accorto che il secondo tempo, quello della crescita, non è ancora iniziato. E questo rende il contesto generale ancora più complicato».

La nomina di nuovi tecnici non ha di certo migliorato il clima.

Certo che no. A sinistra questa decisione non è piaciuta. In primo luogo perché la nomina di Amato sembra azzerare la discussione in atto tra i partiti sulla riforma istituzionale e sui tagli ai costi della politica, che proprio Bersani stava cercando di intestarsi.
Né, d’altra parte, appare convincente la nomina di Bondi: i tagli, infatti, non sono materia tecnica, ma evidentemente politica. Così facendo però la distanza tra partiti e governo si allarga.

In questo contesto si avvicina un voto in cui il Pd parte favorito.

È vero, c’è una certa serenità e un discreto ottimismo, anche se non mancano le incognite. La prima riguarda il risultato che riuscirà a ottenere Beppe Grillo, che in prospettiva può diventare un pericolo per i democratici.
Dopodiché c’è il caso di Leoluca Orlando a Palermo. I sondaggi infatti lo danno per vincente, ma questo smentirebbe la strategia del Pd, fatta di primarie di coalizione e di un asse preferenziale con Sel.

Il risultato delle urne potrebbe darci altre indicazioni sullo schema delle alleanze del futuro?

Nel centrosinistra ad oggi ci troviamo di fronte a una “foto di Vasto” in cui è Di Pietro l’elemento più distaccato. Dopodiché non è ancora tramontato il sogno del Pd di agganciare Casini, anche se l’Udc sembra davvero intenzionata a giocare la carta solitaria.

Sul fronte interno si torna invece a parlare di un’insoddisfazione dell’area prodiana. 


  PAG. SUCC. >