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ELEZIONI 2012/ Brandirali: un voto di "pancia" che ci mette tutti in discussione

Pubblicazione:mercoledì 9 maggio 2012

Beppe Grillo (Infophoto) Beppe Grillo (Infophoto)

Cominciamo col dire che i partiti nazionali non si presenteranno più alle elezioni amministrative.  Che dunque può nascere una politica di aggregazione sui problemi locali e sulla concretezza dei programmi. Poi superiamo la contrapposizione socialismo-liberismo, che sono vecchie impostazioni culturali lontane dai problemi posti dalla crisi economica internazionale.

Infine chiediamo alle formazioni sociali e alle comunità di produrre le forme della delegazione alla politica. Non le primarie, ma i congressi del popolo, dai quali si forma la capacità della società di giudicare le proposte delle parti politiche.

Per fare questo cambiamento adesso si rendono urgenti circoli e associazioni che facciano politica di base, cioè sulle questioni decisive, e che si affianchino ai partiti come luoghi di stimolo al cambiamento.
In sintesi si potrebbe dire: dare una risposta ragionevole alla ribellione irrazionale.



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COMMENTI
11/05/2012 - Ciao Brandi, ti seguo sempre (paolo intino)

Caro Brandi, come ho avuto modo di ri-capire, conoscendoti, mi sembra che il cuore della faccenda sta in un positivo da porre nella realtà sociale e politica. Non se viene fuori se, poco o tanto, si parte o si giudica con il criterio dell'antagonismo sociale e politico. Io dico che tu sbagli:perciò faccio politica. Qui è il cuore della questione. Per l'ideologia, la politica è il luogo della divisione. Invece, l'esperienza mi dice che io faccio politica perchè ciò che vivo è vero anche per te, lo propongo alla tua attenzione e al tuo giudizio. Tu dimmi chi sei e che vuoi, ma insieme dobbiamo cotruire.Tutto ciò che divide è sbagliato, e la politica non può nascere col piede sbagliato.Così la politica perde il primato e diventa servizio al popolo. Paolo intino

 
09/05/2012 - Il nuovo paradigma della politicità (Salvatore Ragonesi)

Aldo Brandirali cerca lodevolmente di capire l'attualità politica,che si presenta assai frastagliata e mutevole,ma poi,se ben comprendo,non intende fornire uno status politico pieno al movimento grillino e addirittura misconosce la portata straordinaria dell'astensionismo,come se questo non fosse un fenomeno di alta politicità.Credo che sia necessario a chi vuol fare delle analisi adeguate della situazione evitare di escludere dal suo orizzonte visivo e intellettuale taluni fatti che possono disturbare la sua razionalità perché non rientrano nella abituale prospettiva ideologica,e di includerli con sapienza o prepotenza per la forza della loro speciale razionalità.La vera logica della politica richiede di esprimere uno sguardo "totale",dal quale non si possono escludere i fatti sociali più pregnanti e le loro conseguenze sui risultati elettorali e sui dati dell'astensione come autentica rivelazione di modalità politica.Insomma,bisogna riabituarsi a cogliere senza pregiudizi il paradigma della politicità nel senso pieno e non in quello parziale della partiticità strumentale e opportunista.

 
09/05/2012 - per un nuovo partito popolare (Collina Andrea)

partire dal basso... dai comitati di quartiere... dai circoli cittadini e proporsi come risposta politica ai bisogni della gente... s^ risposta politica... facendi ritornare la politica quella che è... non gestione del consenso... non conta dei voti... ma lavoro per il bene comune... a milano come nella periferia della provincia si avanza uno strano tipo di nuovo politico... il politico di base... un movimento politico di base che non fa comizi e proclami... ma silenziosamente lavora nel particolare con negli occhi lo sguardo nell'universale... come fece sturzo in sicilia... come fece de gasperi in trentino... come fecero i padri del patriottismo antifascista cattolico... un nuovo partito popolare