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ELEZIONI 2012/ Così il "modello Verona" seppellisce la Lega

Roberto Maroni e Matteo Salvini (Infophoto) Roberto Maroni e Matteo Salvini (Infophoto)

Quanto alla Lega, l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni aveva puntato tutto sul “modello Verona”. E i fatti gli hanno dato ragione. Il “modello Verona” prevede – al di là della figura del sindaco Flavio Tosi e del suo successo personale – l’allargamento al centro per drenare i consensi degli elettori sensibili alla Questione settentrionale, oggi più aperta che mai, per via dell’azione del governo Monti. Solo così la Lega – che si dimostra l’unica forza politica dotata di un progetto “alternativo”, credibile e coerente – tornerà a essere la titolare esclusiva della rappresentanza e della tutela degli interessi del Nord, come un vero “partito di raccolta” sul modello autonomistico.

La Lega di Maroni ha vinto a Verona e ha ottenuto un risultato più che lusinghiero a Cantù, importante centro della Brianza, con l’onorevole Nicola Molteni, che si presenterà al ballottaggio – tra quindici giorni – come il candidato più votato al primo turno. 
Il Carroccio s’è imposto là dove il processo di dissoluzione del Pdl – che paga l’appannamento della leadership e una grave lacuna strategica e progettuale, tra l’altro dimenticandosi di essere un partito del Nord – è stato più significativo, intercettandone i voti in libera uscita. 

Berlusconi l’aveva intuito che sarebbero state elezioni difficili per il suo partito, tant’è vero che – malgrado la sua tempra di combattente – s’è defilato nelle ultime settimane. E sarà difficile rilanciarne l’azione, così come riaprire il dialogo con quella parte di Lega che è oggi emergente ed è molto critica verso l’alleanza.

Requiem per la Seconda repubblica? Probabilmente quella che, per semplificazione giornalistica, chiamiamo Seconda repubblica nella realtà non è mai nata. Nei fatti, all’indomani del tornante 1989-94 – per una folla di ragioni – ha preso avvìo una lunghissima età della transizione, che si è configurata come l’ombra lunga, come la fotocopia sbiadita della Prima repubblica. Speriamo che la Seconda arrivi per davvero e assai presto.

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COMMENTI
10/05/2012 - siamo tutti seppelliti (Claudio Baleani)

Io non vedo nessuna novità sostanziale. Non è vero che il popolo vota il partito che più lo rappresenta, ma il partito che meglio lo difende dal governo e dallo stato perché dello stato non si fida nessuno. E su questo dato di fatto, mancanza di fiducia, si infrange qualunque ideologia legalitaria, risorgimentale, liberista, solidaristica e tanto più comunista o socialista. Adesso che non si può tirare ancora avanti alimentando la fiducia aumentando la spesa pubblica, siamo arrivati al redde rationem, alla resa dei conti e i partiti non saranno in grado di governare, neppure nel 2013. Il ritorno della fiducia non passa attraverso inverosimili promesse di portarci fuori dalla crisi, ma su una riduzione della spesa pubblica e su una questione fondamentale: se il governo dice una cosa, poi la mantiene. Adesso se uno ha tra le mani una autorizzazione non inizia tranquillo a lavorare perché sempre gli viene il dubbio: ma domani questo pezzo di carta ancora varrà qualche cosa? Di quante variabili bisogna tener conto? Se uno deve assumere una persona deve scegliere fra lavoro interinale, a tempo determinato, indeterminato, a progetto e la riforma Fornero non risolve il guazzabuglio, però aumenta la tassazione sul lavoro a termine. Se poi un amministratore pubblico deve iniziare un nuovo servizio che non sa quanto potrà durare non sa proprio come fare.

 
10/05/2012 - siamo tutti seppelliti (Claudio Baleani)

Io non vedo nessuna novità sostanziale. Non è vero che il popolo vota il partito che più lo rappresenta, ma il partito che meglio lo difende dal governo e dallo stato perché dello stato non si fida nessuno. E su questo dato di fatto, mancanza di fiducia, si infrange qualunque ideologia legalitaria, risorgimentale, liberista, solidaristica e tanto più comunista o socialista. Adesso che non si può tirare ancora avanti alimentando la fiducia aumentando la spesa pubblica, siamo arrivati al redde rationem, alla resa dei conti e i partiti non saranno in grado di governare, neppure nel 2013. Il ritorno della fiducia non passa attraverso inverosimili promesse di portarci fuori dalla crisi, ma su una riduzione della spesa pubblica e su una questione fondamentale: se il governo dice una cosa, poi la mantiene. Adesso se uno ha tra le mani una autorizzazione non inizia tranquillo a lavorare perché sempre gli viene il dubbio: ma domani questo pezzo di carta ancora varrà qualche cosa? Di quante variabili bisogna tener conto? Se uno deve assumere una persona deve scegliere fra lavoro interinale, a tempo determinato, indeterminato, a progetto e la riforma Fornero non risolve il guazzabuglio, però aumenta la tassazione sul lavoro a termine. Se poi un amministratore pubblico deve iniziare un nuovo servizio che non sa quanto potrà durare non sa proprio come fare.

 
09/05/2012 - il tempo sarà lungo (francesco taddei)

si passa da un modello di repubblica ad un altro quando vi è un ricambio generazionale a supporto. cosa dai tempi lunghissimi in italia.