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REFERENDUM SARDEGNA/ L'assessore: con questo voto la Regione "scippa" il territorio

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Ugo Cappellacci, presidente Regione Sardegna (foto Infophoto)  Ugo Cappellacci, presidente Regione Sardegna (foto Infophoto)

Si tratta di  referendum un po' particolare perché sono stati pensati di fronte a un atteggiamento populistico, quello della cosiddetta antipolitica,  con delle grosse divergenze al loro interno. Perché si fa un referendum abrogativo per annullare le nuove province e non quelle vecchie?

 

Mi sembra però ci fosse una scheda apposita che prevedeva l'abrogazione anche delle province di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano. 

 

I quesiti che riguardavano le quattro nuove province erano per l'abolizione delle leggi che le avevano fatte nascere. Il referendum che riguardava le altre province è stato invece solo di tipo consultivo. E' logico che le vecchie province quali Cagliari e Sassari, avevano tutto l'interesse ad abolire le nuove province, per recuperare quel territorio che gli era stato tolto. 

 

Adesso cosa succede?

 

Se andiamo ad analizzare il voto, la percentuale di votanti è ben distante dal 50%, vuol dire che la popolazione stessa ha "bocciato" i referendum. Queste province avevano ragione di esistere e stavano funzionando. Più del 73% dei cittadini non andando a votare hanno detto che questo referendum non era assolutamente sentito dalla poplalzione.

 

Alcuni giornali hanno scritto che la Sardegna si è lanciata contro la casta.

 

La casta la vadano a cercare da un'altra parte. Non esiste che venga considerata casta una amministrazione provinciale dove il presidente rinuncia allo stipendio e dove io che sono un medico ci rimetto perché i soldi che percepisco dalla provincia mi servono per coprire il sostituto medico che viene a lavorare al posto mio. La casta lasciamola perdere: se noi ci siamo buttati sulla politica lo abbiamo fatto esclusivamente per il bene del territorio, perché abbiamo la passione della politica. Ci stiamo dimenticando che oggigiorno ci sono anche politici che si impegnano per passione e servizio. Allora non mettiamo tutti nella stessa barca. Noi poi conosciamo l'esigenze del territorio, un consigliere provinciale stia tranquillo che dal territorio non si muove, mentre un consigliere regionale se ne va in regione e si dimentica del territorio di provenienza.

 

C'è un problema di regione contro territorio locale, è d'accordo?

 

Io chiedo: perché non hanno abolito la regione, ma hanno abolito le province? Perché non rimodulare eventualmente una struttura fatta sul modello delle province autonome di Trento e Bolzano dove i consiglieri provinciali sono anche regionali e con uno stipendio solo?

 

Che cosa prevede possa succedere adesso? La Sardegna sarà un laboratorio per il resto dell'Italia, per abolire le province?

 

Questa ondata populistica ha creato un grande caos perché c'è una situazione dove in seguito al referendum abolitivo si aboliscono le province  e poi Cappellacci (presidente della Regione Sardegna, ndr) nomina un commissario che curerà una provincia che non esiste più? Immagini una grossa azienda che provi a eliminare il consiglio di amministrazione dall'oggi al domani: gli stipendi chi li paga agli operai? Si è creata una situazione gravissima, dove già prima del referendum io che ero assessore provinciale venivo deligittimato dal mio ruolo ogni volta che mi recavo a Cagliari. Ci andavo lo stesso, con la consapevolezza di dover sbattere la testa contro questi signori della Regione.

 

Una situazione parecchio complessa insomma.

 

Ci sono anche altri aspetti. Siamo costretti al patto di stabilità e a non spendere le risorse che ci siamo dati onestamente e dove va a finire il tesoretto, questi soldi che la nostra provincia aveva messo da parte? Ritorna a Cagliari, i soldi che stavamo distribuendo per realizzare opere pubbliche ci vengono scippati e vengono messi tutti nel calderone della Regione. 

 

Un centralismo preoccupante.

 

Un centralismo devastante, perché le esigenze del territorio le conosciamo noi che ci viviamo centimetro per centimetro.

 

L'esempio sardo approderà sul continente?


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