BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TASSE/ Antonini (Copaff): così cambieremo l’Imu per il 2013

Pubblicazione:

Fotolia  Fotolia

L’Imu oggi in vigore, l’imposta che sta creando una quantità di problemi raramente vista nella storia del nostro sistema tributario, è figlia dell’emergenza: nasce con il decreto Salva Italia che ha modificato l’imposta originariamente prevista dal federalismo fiscale, destinata a entrare in vigore nel 2014, assieme all’imposta municipale secondaria, nell’ottica di semplificare il farraginoso catalogo delle imposte locali (ben 18 diverse forme di entrata: dall’Ici alla “tassa sull’ombra”). Questa, quella originaria, era un’Imu più leggera ed esentava la prima casa. L’Imu oggi in vigore è una sorta di Avatar della “vecchia” Imu: nasce appunto con il decreto Salva Italia, è stata scritta nel pochissimo tempo che il Governo aveva a disposizione per varare la manovra e doveva permettere di incassare la maggior parte del nuovo gettito necessario per sistemare i conti (sugli immobili effettivamente insisteva un carico fiscale inferiore a quello medio europeo).

Di quella originaria l’Imu di oggi mantiene il nome e la struttura, ma ha subito profonde modifiche, che ne alterano almeno in parte la natura. La prima modifica è che si applica, ma con un’aliquota ridotta, anche alla prima casa; questo è positivo e colma un difetto della precedente versione, perché rafforza il legame tra l’elettore residente e la politica locale rendendo maggiormente efficace il controllo democratico. Le altre modifiche sono invece molto meno condivisibili e hanno contribuito a creare il caos che riempie ormai da qualche mese le pagine dei quotidiani. La seconda modifica è, infatti, che la nuova Imu ha una doppia faccia, nascosta.

Mantiene, infatti, il nome di imposta “municipale”, ma metà del gettito sulle seconde case (9 miliardi) lo prende lo Stato. Non solo: i Comuni perdono di fatto anche il gettito derivante dall’estensione alle prime case (3,8 miliardi), perché il Salva Italia ha ulteriormente tagliato il fondo di riequilibrio destinato ai Comuni per altri 5,65 miliardi. La terza modica è che il Salva Italia ha imposto le rivalutazioni catastali, per cui la base imponibile dell’Imu viene quasi raddoppiata. In definitiva: la nuova Imu è un’imposta che pesa più del doppio rispetto alla vecchia Ici, sarà il Comune a metterci la faccia di fronte agli elettori quando arriverà la cartella esattoriale (l’imposta continua a chiamarsi “municipale”), ma questi elettori non vedranno nessun miglioramento nei servizi municipali, perché il Comune non riceverà nemmeno un euro aggiuntivo: il maggior gettito lo incassa lo Stato.



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
13/06/2012 - Imu da rettificare con il PSI (antonio petrina)

caro prof.Antonini, imu e PSI sono da ridefinire perchè l'attenuante dell'emergenza non può esimere dal correggere vistosi errori specialmente nel gettito della patrimoniale introdotta che invero darà un gettito sballato ( che già invero l'ifel aveva sollevato nel rapporto 2011 sul quadro finanziario dei comuni a pag.151 seg, ma evidentemente non emendati nello scrivere l'imu,perchè le fonti sono sballate ugualmente ( leggi :dati ag del territorio con le case fantasme!):urgentissimo anche la ridefinizine del PSI per consentire gli investimenti locali non a debito, come sollevato dalla Corte dei conti nel rapporto 2012 e dalla corte costituzionale con la sent n.70/2012

 
12/06/2012 - Ma questa Copaff sta facendo il suo mestiere? (Giuseppe Crippa)

Francamente da una commissione tecnica quale la Copaff mi aspetterei innanzi tutto una drastica semplificazione delle modalità di calcolo (attualmente a totale carico dei cittadini!) dell’IMU. Dovrebbero a mio avviso essere i comuni ad indicare a ciascuno quanto gli è richiesto di pagare e semmai sarà il cittadino che ritiene errata l’imposizione a fare ricorso. Vedo invece che il lavoro della commissione punta su aspetti politici fino ad arrivare ad ipotizzare una tassa patrimoniale vera e propria, provvedimento discutibile perché in linea di principio dovrebbero essere tassati soltanto i redditi ed i passaggi di proprietà (cosa che ci si guarda bene dal fare nel caso delle transazioni finanziarie)