BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

M5S/ Rondolino: vi spiego perché appoggio i grillini (ma non Beppe Grillo)

InfophotoInfophoto

Effettivamente, purtroppo, è così. Il fatto è che, all’epoca dei partiti di un tempo, questo problema non si poneva. I politici di professione, spesso, erano anche dei tecnici. Penso ad Alfredo Reichlin, l’allora responsabile economico del Pc; era un funzionario di partito ma dialogava alla pari con il governatore della Banca d’Italia e avrebbe potuto benissimo fare il ministro del Tesoro. Il Pc, contestualmente, aveva due milioni di iscritti. Che non erano funzionari o carrieristi. Si trattava della cosiddetta società civile. E così, tutti gli altri partiti.

E adesso?

La diatriba tecnico-politica è diventata un gioco stucchevole. Il tecnico scorporato dal popolo e dalla politica, infatti, combina guai; il politico senza tecnicalità, giunto fin lì perché aveva bisogno di uno stipendio, a sua volta è un incapace. Nessuno dei due, in sostanza, ha più rapporti con l’Italia reale.

Grillo dice di puntare tutto sulla rete. E’ plausibile che essa diventi un reale strumento di accesso alla politica, nelle sue forme più svariate?

Non credo. Grillo non vince perché usa la Rete. Internet ha fatto da catalizzatore, per carità. Ma la sua forza sta nel fatto che il suo messaggio è entrato nel mondo reale. Anche senza rete avrebbe trovato il modo per fare quello che fa e dire quello che dice. Ricordiamoci, del resto, che Santoro, per anni, ha mandato in onda in suoi monologhi. Intanto, faceva 300 spettacoli l’anno. E’ come fare 300 comizi. Si immagini se li facesse Bersani…

Cosa ne pensa, invece, dell’dea di una democrazia partecipativa sul modello svizzero?

Dato che i partiti sono scatole vuote, consultare la popolazione per le decisioni che la riguardano è oggi più che mai opportuno. In questo, sì che la rete potrebbe dare un grande contributo. Le tecnologie consentono, infatti, la consultazione in tempo reale e a costo zero. Ora, non dico certo che si possa votare per le Politiche su internet. Ma i referendum potrebbero essere fatti online. Il che comporterebbe, tra le altre cose, un enorme risparmio.

 

(Paolo Nessi)

© Riproduzione Riservata.