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SONDAGGIO/ Ghisleri: Grillo davanti al Pdl? E' una bufala, ecco i numeri

Pubblicazione:mercoledì 13 giugno 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 13 giugno 2012, 8.54

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Dicono che Berlusconi, in privato, le stia tentando tutte per decifrare il fenomeno. Legge i post sul suo blog, analizza i suoi comizi. Non si capacita del boom elettorale di Beppe Grillo. Né del suo appeal sulle masse, dell’efficacia delle sua strategia mediatica (non rilascia che rarissime interviste, ma è onnipresente in rete) e della sua cifra verbale, tra il volgare e il dissacrante; né, infine, del fatto che faccia più ridere di lui... Sta di fatto che sembra che il Cavaliere abbia preso la modalità espressive del comico genovese molto sul serio. E che intenda carpirne il segreto per tornare a parlare alla pancia della gente. Per il momento, pare che il capo del Movimento 5 Stelle ci stia riuscendo. Il suo partito, secondo un sondaggio di Emg realizzato per il Tg La7 di Mentana, se si votasse adesso prenderebbe, alla Camera, il 18,1 per cento. Tanto quanto il Pdl. In realtà, Alessandra Ghisleri, direttrice dell’istituto Euromedia Research, spiega a IlSussidiario.net perché Berlusconi, tutto sommato, può dormire sonni tranquilli. «Tanto per cominciare, ci risulta che Beppe Grillo, se si andasse a votare adesso, prenderebbe attorno al 15 per cento dei consensi, mentre il Pdl tra il 19 e il 20».

Risulta, quindi, un incremento della platea di persone intenzionate a votare il Movimento 5 Stelle. «Tuttavia, il dato esula da un contesto elettorale reale. Si tratta, infatti, di intenzioni di voto. Inficiate da una serie di fattori: anzitutto, sono estrapolate in un momento in cui le urne sono ancora relativamente lontane. In tale circostanza, inoltre, è molto più semplice esprimere l’insoddisfazione per lo stato delle cose scegliendo un partito al di fuori delle proposte tradizionali». Non solo: «per il momento, il 40 per cento degli italiani si dichiara indeciso su chi e se andare a votare. In particolare, laddove decidessero di recarsi alle urne, molti sarebbe incerti se premiare o meno il proprio partito di riferimento». C’è, poi, il cosiddetto «effetto bandwagon: ovvero, bisogna considerare che, effettivamente, le Amministrative si sono rivelate, per il Movimento 5 Stelle, un successo e che la creatura di Beppe Grillo, da più parti, viene considerata uno tra i fenomeni più innovativi della scena politica italiana. Spesso, in queste situazioni, gli elettori tendono a salire sul carro del vincitore».

La natura stessa del partito di Grillo rende particolarmente difficile fare previsioni realistiche sul suo futuro peso elettorale. «Grillo non si pone come il leader di riferimento del Movimento 5 Stelle realmente votabile in caso di elezioni. Quando le politiche saranno imminenti, e il candidato dell’M5S sarà stato individuato, le intenzioni di voto di molti potrebbero notevolmente cambiare». Va considerata, infine, la natura contingente del voto di molti Comuni. «Parma è stata la città in cui il movimento di Grillo ha ottenuto i risultati migliori; eppure, lì la battaglia politica si è consumata su un elemento del tutto locale, il rigassificatore. Resta, quindi, da capire come si orienterebbero gli elettori una volta che fossero esplicitati gli obiettivi del Movimento a livello nazionale». 


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