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M5S/ Galan: il partito di Grillo? Mi ricorda la mia prima Forza Italia

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Noi siamo nati per governare, e abbiamo governato. Avevamo un programma mentre Grillo abdica ad ogni responsabilità per inseguire un populismo costituito. L’idea, ad esempio, di referendum popolari su qualunque misura che riguardi i cittadini è impraticabile. Compito dei governanti, una volta ricevuto il mandato popolare, infatti, è anche quello indirizzare le scelte dei cittadini.

Le risulta, in ogni caso, che effettivamente Berlusconi stia studiando il fenomeno Grillo, analizzandone i comizi e rileggendosene gli interventi su internet?

Qualsiasi persona intelligente non può fare altro che studiarlo. Quando un movimento raggiunge d’un botto quel consenso, sarebbe da presuntuosi snobbarlo. 

Se Berlusconi cerca rimedi altrove, penserà che nel proprio partito c’è qualcosa che non va

Basta vedere cos’è successo nelle ultime elezioni per capire che lo stato di crisi è profondissimo.

Cos’è successo?

Non piacciamo più alla gente. Avevamo 9 milioni di elettori e li abbiamo persi quasi tutti.

Perché?

Non abbiamo mantenuto le promesse. Ci eravamo impegnati nel realizzare la grande rivoluzione liberale e non abbiamo neppure abolito le Provincie. Prevalentemente, a causa della golden share della Lega attuata attraverso il dominio di Tremonti su tutti gli atti governativi. E per la mentalità statalista di gran parte di chi proviene da Alleanza nazionale.

In tutto ciò, come si inserisce la sua candidatura alla primarie del centrodestra?

Ho intenzione di rilanciare il dibattito; voglio capire se e quali spazi ci siano, ad oggi, nel nostro partito, per compiere la rivoluzione liberale mancata. Sul fronte dell’economia, del fisco, dei diritti civili e del lavoro. D’altronde, nella Regione che ho governato per 15 anni ci sono provincie come Vicenza e Treviso che esportano come tutto il Portogallo.  Credo che il modello che ho contribuito a realizzare sia esportabile in tutta Italia. E, in base ai principi liberali in cui credo, di proporre alcune soluzioni.

Lei, quindi, dà per scontato che, all’interno del Pdl, le primarie ci saranno?

Abbiamo promesso di fare la rivoluzione liberale e non l’abbiamo fatto. Spero che, almeno la promessa delle primarie, venga mantenuta.

 

 

(Paolo Nessi)

 

 

 

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