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Politica

IL CASO/ Magnaschi (Italia Oggi): Formigoni e la "caccia al cinghialone" di stampa (e Berlusconi)

«Formigoni è uno scandalo» ha scritto ieri il direttore di Italia Oggi, PIERLUIGI MAGNASCHI. «Come si fa a tollerare una persona eletta a suffragio universale?». L'intervista

Roberto Formigoni (Infophoto)Roberto Formigoni (Infophoto)

«Formigoni è uno scandalo» ha scritto ieri Pierluigi Magnaschi. «Come si fa a tollerare ancora a lungo la presenza al vertice della Lombardia di una persona che per ben quattro volte consecutive viene eletta a suffragio universale?» si è chiesto ironicamente il direttore di Italia Oggi. D’altra parte la campagna mediatica contro il presidente della Regione Lombardia è ancora viva e prosegue senza sosta. «Niente di nuovo sotto il sole: si è aperta la tradizionale “caccia al cinghialone” – spiega Magnaschi a IlSussidiario.net –. E quando si inizia a sentire l’odore del sangue accorrono tutti, anche i cani randagi».

Perché è partita la caccia questa volta?

I motivi sono molteplici. Le aspirazioni del Pd si sono impennate dopo la conquista di Milano. Il fatto di non amministrare ancora una regione dell’Italia Settentrionale è una vergogna troppo grande da sopportare perché certifica che i democratici rappresentano ancora l’Italia burocratica e recessiva.
Certo, questa volta la preda è molto difficile da abbattere.

Per quale motivo?

Perché ha il consenso popolare, come dimostrano le ultime quattro elezioni, e perché ha governato in modo eccellente. La Lombardia è infatti l’unica regione d’Italia in cui le opere pubbliche, anche le più complesse, vengono concluse in anticipo. Nelle altre si fermano a metà. L’amministrazione lombarda per questo non sembra nemmeno italiana, ma teutonica.
Certo, il governatore ha anche i suoi punti deboli.

Quali?

Avere contro i propri nemici è naturale, trovarsi a combattere contro il leader del proprio partito no. Berlusconi però ha provato a sbarazzarsi di lui più di una volta. Lo odia profondamente.
E così oltre a chi non sopporta l’idea che un cattolico non di sinistra sappia governare la regione più importante d’Italia, c’è anche chi nel Pdl non gli ha risparmiato degli sgambetti velenosi.

A cosa si riferisce?

Per ben due volte il Cavaliere ha fatto candidare il governatore alla Camera con la promessa di farlo ministro degli Esteri e in entrambi i casi si è rimangiato la parola proponendo a Formigoni di fare il peone tra i peones. Sono colpi che avrebbero stroncato un bisonte, ma il presidente della Lombardia si è sempre rimesso al lavoro al Pirellone, anche se amministrare per tutti quegli anni lo stesso ente deve avergli fatto del male.
Ora ha parecchia polvere addosso, anche se è messo comunque meglio del suo collega Errani, che in Emilia Romagna è completamente appassito.
Ironia della sorte, quando gli amici diventano nemici a volte capita anche il contrario e la Lega, che in questi anni lo ha ostacolato in mille modi, ora è l’unico partito che lo sostiene.
Tra i giornali questo non è avvenuto e infatti vediamo un grande quotidiano liberale come Il Corriere andare dietro a Repubblica.

Nel mirino è finito tra l’altro il sistema sanitario, anche se è il più avanzato del Paese. 


COMMENTI
02/06/2012 - Magnaschi esplicito (come Buffon...) (Giuseppe Crippa)

Davvero interessante questa intervista a Pierluigi Magnaschi che non contribuisce certo a fargli trovare degli amici tra i suoi colleghi. Interessante per i contenuti, perché rivela esplicitamente le ragioni per le quali il PD e più ancora il PdL non amino Formigoni, e per il tono insolitamente esplicito: per affermare che Berlusconi, profeta del “partito dell’amore”, odi profondamente qualcuno ci vuole del coraggio. Mi aspetto a breve qualche schizzo di fango (mediatico o giudiziario che dir si voglia) su di lui…