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SCENARIO/ Violante: ddl lavoro passerà, ma l'attacco degli speculatori non si ferma

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La speculazione si ferma di fronte a un Paese che dimostra di essere forte e credibile. Un obiettivo che non si ottiene unicamente attraverso provvedimenti legislativi, ma anche mediante comportamenti dei singoli e dei soggetti collettivi: nella politica è necessario porre al centro l'interesse nazionale; ma anche le associazioni datoriali e sindacali, come del resto ogni cittadino, dovranno adempiere ai loro doveri di cittadinanza.

Tornado all’Europa: sarà sufficiente presentare la nuova disciplina sul mercato del lavoro per darle quelle garanzie che ci chiede?

Entro il 28, non  saranno approvate altre riforme. Ma illustrare quanto sinora è stato introdotto  sul fronte dello sviluppo non sarà indifferente. 

Al di là della scadenza europea: ieri, il Senato ha approvato la riduzione del numero dei deputati da 630 a 508 dopo che, il giorno prima, l’articolo relativo era stato accantonato grazie ad un accordo tra Pdl e Lega. Quest’ultima potrebbe concedere l’appoggio al semipresidenzialismo in cambio di alcune garanzie sul Senato federale

Si è trattato di un episodio che ha violato le regole di comportamento politico che concorrono a conferire reputazione ai partiti. Dopo l’accordo a cui si era giunti dopo lunghe trattative, e dopo aver assunto l'impegno per il quale sarebbero stati presentati emendamenti solo con l'intesa di tutte le  forze di maggioranza, il Pdl ha presentato da solo e direttamente in Aula una proposta che nulla aveva a che fare con gli impegni assunti e cerca di stringere un accordo occulto con la Lega. Non mi scandalizzo, ma non é una prova di affidabilità. A questo punto, non è più possibile fare previsioni verosimili sul futuro della riforma costituzionale e della legge elettorale.

Molti sostengono che nel momento in cui Bersani avesse accettato di correre per le primarie, inevitabilmente le risorse del Pd si sarebbero concentrare sulla competizione fino ad azzerare il dibattito sulla legge elettorale

La riforma è di competenza dei gruppi parlamentari e non vedo perché la competizione interna alla coalizione dovrebbe inficiarne il lavoro.

Lei chi voterà?

Il segretario Bersani.

 

(Paolo Nessi)



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