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IL CASO/ Ecco perché l'Ue non può costringerci a buttar via la Costituzione

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Alla vigilia del summit europeo, salta fuori una bozza con firme importanti, Herman Van Rompuy, Mario Draghi, Manuel Barroso e Jean Claude Junker, che prevede addirittura la possibilità per Bruxelles, praticamente per la Comunità europea, di bocciare e perfino riscrivere le leggi finanziarie di singoli Stati europei se questi in futuro non dovessero rispettare i vincoli di Maastricht su debito e deficit. È un’ipotesi, se questa bozza è una proposta reale e non una raccomandazione, senza precedenti, che comporterebbe problemi di carattere costituzionale e di carattere internazionale nei rapporti tra gli Stati. Massimo Luciani è un esperto avvocato, ma soprattutto uno dei grandi costituzionalisti italiani. Insegna a “La Sapienza” di Roma. E di fronte a questa “bozza” fa le distinzioni necessarie: «Bisogna vedere se tutto questo è compatibile con l’articolo 81 della nostra Costituzione, che  è stato già in parte cambiato e che entrerà poi in vigore nel 2014. Ma vorrei precisare che l’approvazione del bilancio di uno Stato è quanto di più politico ci sia e la decisione spetta alla fine sempre al Parlamento. Occorre ricordare che il dominio del bilancio ha fatto nascere il parlamentarismo».

 

In tutti i casi si tratta di una riforma complessa, della Costituzione dei Trattati e quindi un percorso di lungo periodo. Non si può ritenere che una simile decisione possa essere presa automaticamente, che abbia degli automatismi.

 

Guardi, in questo periodo l’Europa sta vivendo in una situazione paradossale. È stretta tra la necessità della centralizzazione, di una spinta urgente alla centralizzazione per decisioni di carattere economico e finanziario, ma allo stesso tempo ha bisogno di tempi lunghi per arrivare all’unità politica. È questo il grande paradosso che sta vivendo l’Europa. Mi auguro che non scattino degli automatismi, perché si calpesterebbero regole costituzionali e internazionali.

 

Che passaggi occorrerebbe per arrivare addirittura a una riscrittura dei bilanci dei singoli Stati?

 

Un lungo processo politico, come passare dalla Confederazione americana al Federalismo attuale degli Stati Uniti. In pratica si dovrebbe non tanto modificare la nostra Costituzione, ma abbandonarla. Quindi un grande passaggio costituzionale, un passaggio decisivo. Dopo di che c’è la necessità pure di una riforma dei Trattati. Credo che sia quindi una questione da affrontare con prudenza e rispettando soprattutto i tempi giusti.

 

Per quale ragione si è arrivati, a suo parere, a simili ipotesi?



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COMMENTI
27/06/2012 - gli italiani popolo unico (francesco taddei)

gli italiani sono un popolo davvero unico. sono localisti ed europeisti fino al limite estremo: non riusciamo mai ad essere uniti come popolo, assaltiamo la diligenza e ognun per sè, dio per tutti. siamo così europeisti che non ci importa nulla se l'italiano viene cancellato (nonostante una sentenza della corte europea di giustizia che ci da ragione), siamo per questo o quello perchè ce lo dice l'europa. andate a chiedere ad un tedesco (il più europeista che ci sia) se si sente più europeo o più tedesco, se pensa che un governo unico debba decidere del loro destino. ma noi....italiani?