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MONTI-DAY/ Berlusconi "stratega", un bluff l'asse Bersani-Casini

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Casini vuole ormai lucrare il più possibile sulla sua posizione. E’ difficile immaginare in che modo potrà essere strutturato un eventuale accordo: quando qualche anno fa si parlò di un patto tra D’Alema e Casini, per quest’ultimo era previsto Palazzo Chigi. Non credo che Bersani sia disposto a rinunciare alla candidatura a premier per far sì che Casini faccia il presidente del Consiglio di una nuova alleanza tra progressisti e moderati.

 

Ha ragione Berlusconi quando dice che se Casini va con la sinistra perde i suoi elettori? 

 

Su questo Berlusconi ha ragione: ogni volta che Casini si sposta a sinistra non vince. Le urne hanno sempre premiato l’alleanza dell’Udc con il centrodestra, quindi i dubbi restano. Non tenderei comunque a sopravvalutare in particolar modo Casini perché la sua Udc non va comunque più in là del 6-7%. Inoltre la sua ostilità è una conseguenza del ritorno in campo di Berlusconi: dopo aver capito che vuole ancora comandare, ecco che cerca di trovare un filo con il centrosinistra.

 

Invece Bersani?

 

Bersani ha denunciato il pericolo di votare a ottobre ma ho avuto la netta sensazione che abbia quasi paura di vincere queste elezioni. Saranno anni difficili, si parla di una crisi ancora più feroce nel 2014, quindi credo stia lavorando con coscienza a una coalizione molto larga e a un percorso anche con le associazioni. Il suo compito non è certamente facile, vediamo quello che riuscirà a fare.

 

 

(Claudio Perlini)



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