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IL CASO/ Folli: la trattativa Monti-Germania decide la nostra sopravvivenza

Pubblicazione:giovedì 28 giugno 2012

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

Altrimenti si innesca una fase di destabilizzazione oggettiva. Si apre una fase completamente nuova su cui nessuno ha una chiave di interpretazione. È persino inutile a quel punto stabilire se il Governo possa andare in crisi, se si vada verso nuove elezioni, se non si arriva al decorso naturale di fine legislatura. Si apre una fase del tutto nuovo di destabilizzazione imprevedibile, dove i mercati possono anche determinare la stabilità futura dell’Italia. Ho parlato personalmente con degli investitori stranieri e la domanda che mi hanno posto è questa: l’Italia vuole essere un Paese stabile o no?

 

Il governo dei tecnici non gode più della popolarità di qualche mese fa. La sensazione è che resti in piedi per il “terrore” che hanno le forze politiche di un eventuale “dopo Monti”.

 

Tutto questo ormai è sotto gli occhi di tutti. Si possono contare errori, incertezze, tutto quello che vogliamo. Ma il problema al momento non è più questo. Il problema al momento è cercare di salvare il salvabile della stabilità del Paese. Il problema è il futuro dell’Italia.

 

Tutto quello che si dice sul vertice è spesso dispersivo e probabilmente nasconde ancora i veri termini della trattativa.

 

È probabilmente così. Sugli eurobonds non c’è speranza di strappare un sì alla Germania, alla Merkel e al suo ministro delle Finanze. È problematico vedere anche il funzionamento del Fondo Salva Stati oppure la “bozza” di possibilità di correzione dei bilanci dei singoli Stati. Il nodo della questione è la volontà politica che poi si può colmare con una serie di ragionevoli trattative, di qualsiasi tipo. Senza questo l’Italia, per la situazione europea, va verso una destabilizzazione che non si sa dove può portare.

 

(Gianluigi Da Rold)



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