BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LEGA NORD/ Ghelfi (TG2): la vittoria di Salvini apre alla diarchia Maroni-Bossi

Pubblicazione:domenica 3 giugno 2012

Roberto Maroni e Umberto Bossi Roberto Maroni e Umberto Bossi

Sarà più combattuto, anche perché Bitonci è meno bossiano e Flavio Tosi è un candidato molto forte e molto scomodo, che quindi a una parte della base può non piacere perché è ancora più polemico in alcune uscite rispetto a Salvini. Il match si preannuncia più equilibrato, ma vedo in vantaggio il sindaco di Verona.

 

Fino a che punto la base è pronta ad avere Maroni come leader?

 

Maroni sta facendo una politica di dichiarazioni basata sul fatto che la prossima Lega sarà quella di Maroni e di Bossi. Sa infatti molto bene che non può fare a meno del Senatur, e come figura di padre nobile ne ha bisogno anche per legittimare il suo ruolo. Ritengo molto significativo l’abbraccio che c’è stato tra Bossi e Maroni.

 

Perché?

 

Perché comunque conferma che l’accordo tra i due c’è e che questo accordo regge. E’ un continuo legittimare questo patto tra i due, dove Bossi fa il presidente e Maroni il segretario. E’ una diarchia molto difficile, soprattutto con una personalità fortissima come Bossi. E’ però l’unica strada che ha la Lega per evitare di spaccarsi.

 

Quindi non è Maroni che scalza Bossi, ma un passaggio di poteri graduale e concordato?

 

Sì, perché altrimenti si sarebbe andati alla lacerazione e alla frantumazione del partito. Alla fine si è scelta invece una soluzione che tiene dentro tutti quanti. Poi bisognerà vedere, quando Maroni avrà avuto l’investitura, se questo equilibrio si consoliderà. Per il momento questo equilibrio c’è, poi ne parleremo dal primo luglio in avanti.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.