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Politica

LEGA NORD/ Ghelfi (TG2): la vittoria di Salvini apre alla diarchia Maroni-Bossi

Il congresso della Lega incorona Salvini, avvicinando sempre più Maroni al ruolo di segretario. La frantumazione del partito almeno per ora è scongiurata, come sottolinea LUCIANO GHELFI

Roberto Maroni e Umberto BossiRoberto Maroni e Umberto Bossi

Il congresso della Lega lombarda a Bergamo incorona Matteo Salvini con una maggioranza schiacciante, avvicinando sempre più Maroni al ruolo di segretario. Maroni però non scalza Bossi, in quanto ciò che è avvenuto ieri configura piuttosto una diarchia, in cui il nuovo leader convivrà con il padre nobile nel ruolo di presidente. La frantumazione del partito almeno per il momento è scongiurata, come sottolinea Luciano Ghelfi, l’inviato Rai che ha seguito il congresso per il TG2.

Qual è il significato della vittoria di Salvini su Cesarino Monti?

E’ una vittoria nettissima di Maroni su Bossi. La vittoria era attesa, è probabilmente andata nei numeri anche al di là delle aspettative. E’ stata una vittoria nettissima, 74% contro 26%, e probabilmente alla vigilia si pensava che Cesarino Monti prendesse qualcosa di più.

Qual è stato l’atteggiamento dei due sfidanti, Salvini e Cesarino Monti?

Tra i due contendenti c’è stata grande freddezza, e nel suo saluto finale Salvini non ha né citato né ringraziato l’avversario. La polemica di Cesarino Monti è stata veramente forte, anche contro il presenzialismo tv di Salvini. Le acque interne non sono del tutto quiete, anche se i maroniani ormai hanno largamente il controllo della situazione.

Qual è stata l’accoglienza riservata a Bossi dal congresso di Bergamo?

La platea congressuale è composta dai cosiddetti “soci ordinari militanti”, cioè sostanzialmente dalla vecchia guardia: sicuramente Bossi non è stato accolto male. Una parte dei giovani sono più salviniani o maroniani che bossiani, e questa volta non ci sono state contestazioni a Bossi, mentre ci sono state anche in modo piuttosto rumoroso nei confronti di Cesarino Monti.

Quali sono invece gli umori della base?

Nella base alcune vicende relative a Bossi, soprattutto quelle che riguardano il figlio Renzo, sono risultate molto indigeste. La base è più maroniana del congresso, ma in ogni caso anche il congresso ha sostanzialmente incoronato per interposta persona Maroni. Se domani nel congresso veneto, ugualmente importante, non ci saranno sorprese e si registrerà un’affermazione netta di Tosi, a quel punto Maroni avrà messo in cassaforte il risultato del congresso di fine giugno.

Che cosa si aspetta invece dal congresso di domani a Padova?