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PAPA A MILANO/ Da Benedetto XVI la risposta all'antipolitica

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Immagine d'archivio (Infophoto)  Immagine d'archivio (Infophoto)

Il compito di assicurare questa libertà a tutti, compresa la Chiesa, spetta allo stato laico. Le cui leggi, però, sono soggette alla legge naturale, «fondamento di un ordine adeguato alla dignità della persona umana». È esplicito il richiamo al grande discorso del 22 settembre al Bundestag. Essendo soggetto alla legge naturale, lo stato è per questo «a servizio e a tutela della persona e del suo “ben essere” nei suoi molteplici aspetti». In questo senso va letta l’offerta (che è anche una richiesta) di collaborazione tra stato e Chiesa: non per ottenere privilegi e prebende, ma perché «l’esperienza totalizzante della fede» genera una «gratuita sovrabbondanza della carità di Cristo» testimoniata dall’operosità dei cattolici lombardi. La Chiesa si propone in virtù della sua esperienza, della tradizione e delle sue opere.

Diritti, doveri e gratuità: questo propone il Papa. Per questo i politici, oltre alle «coraggiose scelte tecnico-politiche», è necessario che si facciano amare. E qui ai governanti «tecnici» saranno fischiate le orecchie.



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