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IL CASO/ 2. Sgarbi: il "partito della rivoluzione" di Berlusconi? Una mia idea...

Pubblicazione:mercoledì 6 giugno 2012

Vittorio Sgarbi (Infophoto) Vittorio Sgarbi (Infophoto)

Posto che Scotti è comunque meglio di Di Pietro e Vendola, l’unico nome che ho è il mio. Detto questo, l’importante è che vengano rispettate le identità delle diverse voci. Hanno dimostrato di aver ragione, infatti, tutti quelli come Casini o Storace che non hanno ceduto all’inganno delle fusioni. Oggi ciascuno deve tornare a mettere in gioco ciò che ha e ciò che è.   

Nell’altra metà campo, si ipotizza (e si smentisce), una lista Repubblica con Saviano e Scalfari. 

La ritengo plausibile e fattibile. Non solo, se dovessero davvero realizzarla avrebbero la vittoria in tasca, perché contro un Pdl in declino e una Lega in declino schiererebbero tre partiti solidi, ma poco brillanti, come Pd, Idv e Sel a cui aggiungere un soggetto decisamente seducente. 
Si può soltanto contare sullo snobismo di sinistra che potrebbe portarli a rinunciare, dato che “gli intellettuali non devono sporcarsi le mani”…

Montezemolo, invece, potrebbe essere funzionale al nuovo centrodestra?

Temo di no. Anche lui è affetto da snobismo, anche se di diverso tipo. Non lo fermerà il sentirsi superiori agli altri dei Saviano e degli Scalfari, ma lo scetticismo di chi dice “partecipo solo se vinco”... E ha capito che vincerà la sinistra.

Ma Berlusconi secondo lei fa bene a restare in gioco o dovrebbe uscire di scena?

Deve continuare a fare la sua parte, anche se deve decidere quale lista capeggiare. Non è così semplice perché da un lato vorrebbe guidare un soggetto nuovo, dall’altro non può abbandonare i suoi…
Ad ogni modo quello che gli tocca è quello che gli resta. Anche se non è più al centro dell’attenzione ha un capitale di voti che non può certo buttare via. 

E se seguirà i suoi consigli secondo lei riuscirà davvero a creare un soggetto nuovo, in grado di arginare l’ascesa di Beppe Grillo?

Certo. Grillo è talmente ignorante da non sapere chi è Simone Martini. E credo che non si possa fare la rivoluzione senza conoscere il più grande pittore italiano dopo Giotto. Bisogna avere un’idea della verità dell’Italia che deve rinascere, altrimenti si dicono anche cose condivisibili, ma tutte distruttive. 

Il “Partito della Rivoluzione” di Sgarbi sarà quindi la risposta del centrodestra al comico genovese?

Guardi, uno che chiama il partito con il nome di un alberto, “5 stelle”, è un poveretto che ha soltanto voglia di stare comodo. Io non sono come lui. Io voglio la rivoluzione…

(Carlo Melato)



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COMMENTI
06/06/2012 - Simone Martini detto Memmi (Vulzio Abramo Prati)

Premesso che so chi è Memmi Martini, anche se non credo sia vincolante per poter parlare di politica, devo rilevare che per un nuovo soggetto politico credibile si debba partire dal territorio, occupandosi dei problemi concreti della gente. Non si può più fondare un soggetto politico partendo dai casting come in passato. Con tutta la simpatia per Gerry Scotti come uomo di spettacolo che ammiro credo faccia bene a rifiutare, anche perchè nel suo precedente mandato da Deputato non credo abbia inciso parecchio...