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Politica

IL CASO/ 2. Sgarbi: il "partito della rivoluzione" di Berlusconi? Una mia idea...

Dalla lista Santanché al listone “Italia Pulita” con Gerry Scotti e Bertolaso. Sui giornali si rincorrono i retroscena sulle “pazze idee” del Cavaliere. L'intervista a VITTORIO SGARBI

Vittorio Sgarbi (Infophoto)Vittorio Sgarbi (Infophoto)

Dalla lista Santanché al listone “Italia Pulita” con Gerry Scotti e Guido Bertolaso. Sui giornali si rincorrono i retroscena (e le smentite) sulle “pazze idee” del Cavaliere dopo la bruciante sconfitta del Pdl alle amministrative. «Berlusconi lasci perdere le mezze idee di chi lo circonda e pensa che si possa davvero votare il nome “Italia” – dice Vittorio Sgarbi a IlSussidiario.net –. Quelli che lanciano queste proposte probabilmente sono dei matti senza fantasia. Nel nome bisogna già dire quello che si vuole. Lo chiamino “Giotto” o “Michelangelo”, piuttosto. Usino delle parole belle e vere, perché la bellezza è quello che l’Italia è. Detto questo, io un’idea ce l’ho e sono mesi che la ripeto a Berlusconi: oggi serve un “Partito della Rivoluzione».

Al di là del nome, anche secondo lei il Pdl deve favorire la nascita delle liste civiche?

La correggo. Non  è che sono d’accordo. Questa è la mia linea e mi fa piacere che Berlusconi l’abbia accolta. È da tempo che gliene parlo, ovviamente senza passare da Gasparri, La Russa o Alfano. Se la veda lui con le strutture di partito…

E in che cosa consisterebbe questo progetto?

Guardi, l’errore politico che oggi tutti ammettono è consistito nel fondere Forza Italia e Alleanza Nazionale. Gianfranco Fini, dopo aver parlato di “comiche finali”, sciolse infatti un partito del 13% nel Pdl, per poi pentirsene e ritrovarsi dopo qualche anno con una creatura politica, Fli, che vale l’1%. La stessa sorte che,  simmetricamente, è toccata a Rutelli. I due, avversari nel ’93 nella corsa a sindaco della Capitale, oggi sono addirittura alleati, nella sventura s’intende.

Il “predellino” fu una mossa di Berlusconi però.

L’errore fu anche suo, certo, ma è Fini ad aver fallito clamorosamente. Dovrebbe dimettersi per questi risultati, per la sua totale incapacità di prospettiva, non per le case a Montecarlo.
Ad ogni modo, ogni male ha avuto inizio da quel giorno. Lo scimmiottamento dei partiti americani che ha imposto a realtà diverse di fondersi all’interno di grossi contenitori politici è stato un fallimento. Di conseguenza stiamo assistendo a “smottamenti da fusioni non riuscite”. E, dato che non si può più unire quello che non c’è più, è giunto il momento di scomporre.

Tornando a Fi e An?

No, bisogna riaggregare in forme nuove. Non si possono proporre marchi perdenti che hanno fallito.  

E da che nomi bisognerebbe partire? Da figure del mondo dello spettacolo come Gerry Scotti?


COMMENTI
06/06/2012 - Simone Martini detto Memmi (Vulzio Abramo Prati)

Premesso che so chi è Memmi Martini, anche se non credo sia vincolante per poter parlare di politica, devo rilevare che per un nuovo soggetto politico credibile si debba partire dal territorio, occupandosi dei problemi concreti della gente. Non si può più fondare un soggetto politico partendo dai casting come in passato. Con tutta la simpatia per Gerry Scotti come uomo di spettacolo che ammiro credo faccia bene a rifiutare, anche perchè nel suo precedente mandato da Deputato non credo abbia inciso parecchio...